Val Loana–Rifugio Al Cedo–S.M.Maggiore
- Valle
- Val Loana
- Data
- luglio 2003
- Difficoltà
- E
Arrivati in località Patqueso ( 1108m ) circa a metà strada della Val Loana dove la strada non è certo larga ma un paio di piccole piazzole naturali permettono di lasciare tre quattro macchine, noteremo che sul lato destro della strada vi sono alcuni cartelli che indicano l’imbocco di alcuni sentieri.
Quello che interessa a noi è il sentiero per il rifugio Al Cedo meta della nostra escursione, per effettuare un giro ad anello quello che abbiamo fatto noi, sarebbe consigliabile farsi accompagnare sin qui per tornare poi a S.M. Maggiore a piedi sul versante opposto della valle, oppure lasciare una macchina a valle per recuperare poi quella che ci ha portati a metà valle.
Questa facile passeggiata ci porta attraverso una antica mulattiera a conoscere gli alpeggi della Val di Basso un tempo abitati tutto l'anno ed oggi tra gli ultimi ancora in uso.
Un sentiero scende al torrente Loana in corrispondenza di una bella cascata con belle pozze di acqua e attraversato il ponte ci si trova all'alpe dei Crott ( 1030 m) (sulla sinistra il cantinino per il latte ed il formaggio), subito dopo attraverso un altro ponte attraversiamo il torrente della Val di Basso, qui lasciamo il sentiero che a destra torna a Malesco e prendiamo il sentiero che a sinistra sale all'alpe Aglio.
Da qui noi senza salire all’alpe Aglio seguiamo la bella mulattiera che con percorso in lieve pendenza attraversa le varie baite dell'alpe di Basso ( 1150m ) fino a giungere all'alpe dell'Erta ( 1300m ).
Prendiamo il sentiero che sale sopra l'alpe attraversiamo il bel faggeto ( bosco ceduo che da il nome al rifugio ) qui la salita si fa impegnativa ma orami la meta non è lontana, appena fuori dal bosco un tavolo con delle panche ci permetterà di rifiatare dalla fatica appena fatta.
Alzando lo sguardo sopra di noi possiamo già veder il prato dell'alpe Cedo dove a meta' sulla destra e' posto il rifugio del Cedo (per accedere al rifugio richiedere preventivamente le chiavi in sede).
Ancora qualche minuto di dura salita ed eccoci al nostro obbiettivo dopo circa 1:30h/2:00h dalla partenza.
Il rifugio Al Cedo ( 1560m ) di proprietà del C.A.I. Vigezzo è senza ombra di dubbio il più bello della zona, con suoi 22 posti letto divisi in due stanze, una da 8 e una da 14 dotate di coperte, ricavate nel sottotetto ben isolato, la sua cucina completa, i servizi igienici, un ripostiglio, e l’ampio locale centrale riscaldato da una antica stufa in ghisa, la bella fontana posta all’ingresso, ne fanno un vero gioiello incastonato in questo angolo delle Alpi Lepontine.
Un ampia terrazza si apre sulla Val Loana che taglia lo sguardo orizzontalmente mentre alla nostra destra possiamo vedere il bivacco dell’alpe Bondolo, vera e propria porta alla Val Grande, che da il suo annuncio con il Pizzo Stagno e il Cimone di Straolgio.

Il giorno successivo chi volesse potrebbe salire con il sentiero che parte dietro il rifugio al Pizzo Ragno ( 2289m ) dal rifugio ci si porta al rio del Castello e dopo averlo attraversato si risalgono i prati fino a una croce portandosi all’alpe Al Geccio.
Con direzione nord-ovest si risalgono i pendii fino ad immettersi in una delle vallette che in direzione del Pizzo Nona portano ad un ampio vallone con due laghetti (m. 2100).
Deviando a nord-est si risale il pendio piuttosto ripido che porta quasi sulla cresta sud del Pizzo Ragno.
Restando un po’ a sinistra della stessa si perviene alla croce della vetta (m. 2289 – ore 3.00 circa dal rifugio).
Ma questa è un’escursione che merita più attenzione e ne parleremo più diffusamente in una recensione dedicata.
La nostra resta un’escursione di medio/bassa difficoltà e quindi prendiamo il sentiero di ritorno, dopo un giorno e una notte passati al rifugio che resteranno nei nostri ricordi per la bellezza del luogo e l’ammirazione per chi ha così ben ristrutturato un pezzo di storia delle nostre valli.
Il sentiero di ritorno parte proprio dietro il rifugio e in falso piano si dipana per lungo tempo a mezza costa sul lato opposto della valle rispetto al nostro arrivo.
Poco tempo dopo la partenza incontriamo l’Alpe Al Salde ( 1510m ) nei pressi della quale sono state ristrutturate alcune baite adibite a scuola di montagna per i ragazzi.
Circa dopo 1h giungiamo sempre in costa su una punta dove la cresta piega ad ovest, qui è posta una cappelletta votiva, sotto di noi in direzione nord Malesco e le Centovalli.
Ancora 30’/40’ di cammino in falso piano e arriviamo all’Alpe Cima ( 1503m ), sino a qui non siamo in pratica scesi di livello ma ci siamo portati sopra S.M.Maggiore nostro punto d’arrivo.
Da questo punto in poi all’interno di un fitto bosco il sentiero costituito da grezzi gradoni, che si alza sopra la cascata dei Camini e attraverso la cappella di S. Antonio scende a precipizio mettendo a dura prova le gambe, quando pensiamo che la meta sia irraggiungibile eccoci sbucare a S.M.Maggiore ( 816 m ) proprio sulla famosa passeggiata della pineta.

La nostra escursione è terminata, ma se restano ancora un po’ di forze raggiungete in breve la caratteristica piazzetta per un po’ di relax in uno dei tanti bar che si affacciano sulla stessa.