Pogallo - Pian di Boit - Alpe Terza
- Valle
- Val Grande
- Data
- 27 aprile 2008
- Difficoltà
- E
Il sentiero si trova in corrispondenza dell'ultimo tornante prima di arrivare a "Cicogna centro" e comunque è facilmente individuabile.
Entrati nel bosco percorriamo un bel sentiero, a tratti lastricato con grosse pietre, costruito quando in questa zona era sfruttata per la produzione di legname, se fate attenzione potrete vedere le testimonianze di quei tempi ormai andati, sotto l'immagine di una stazione di un fil a sbalz.

Proseguiamo tenendo sempre il torrente Pogallo alla nostra destra e dopo circa 1 ora arriviamo a Pogallo. Il luogo è davvero suggestivo, soprattutto pensando alle numerose genti che lavoravo e vivevano in Val Grande meno di un secolo fa.

Proseguiamo il cammino e prendiamo il sentiero che piega a destra poco prima di entrare nell'abitato di Pogallo, si scende quasi a sfiorare il torrente Pianezzoli.
Il sentiero comincia a diventare più impegnativo ma nulla di preoccupante...pensate che siete , grosso modo, a metà strada.
Dopo circa una mezz'ora si arriva ad un bivio, in corrispondenza di un ponticello che attraversa il torrente, nella stagione secca potete attraversare il ponte e proseguire sul lato destro del corso d'acqua anche se il mio consiglio è quello di andare dritti.
Si arriva all'Alpe Preda di Qua dove c'è un secondo bivio, sulla cartina, almeno sulla mia è segnato così, si notano due sentieri che partono da qui e arrivano a Pian di Boit, lasciate perdere quello che prosegue dritto....è un sentiero morto...attraversate il ponte rifatto (veramente un fantastico lavoro!!!) e arriverete...tenetevi forte.... all'Alpe Preda di Là, inutile dire che dovete proseguire.

Attraversiamo un'altro ponte ad angolo e ci inoltriamo in un maestoso bosco di faggi e, pensando alla guerra partigiana, immagini di veder sbucare dal fitto della vegetazione i fantasmi di quei soldati ancora intenti a darsi battaglia.

Dopo circa 3 ore di cammino arriviamo a Pian di Boit, uno spettacolo nonostante la brutta giornata.

Queste baite furono ricostruite nel dopoguerra dal Togn Podico di Cicogna dopo che, nel 1944, furono tutte distrutte e date alla fiamme dai soldati tedeschi durante uno dei numerosi e tragici rastrellamenti di cui fu testimone la Val Grande.
Ancora un piccolo sforzo, dobbiamo "arrampicarci", non ho usato un termine a caso, fino all'alpe Terza.
Il sentiero lo troviamo vicino al piccolo altare dedicato alla Madonna che si trova nelle immediate vicinanze delle baite.

Proseguiamo lungo un piccolo sentiero sommerso dalle foglie e attraversiamo un piccolo torrente....ora si arrampica!!!!
Dobbiamo risalire un crinale di notevole pendenza, il cui sentiero è letteralmente sommerso dalle foglie di faggio, questa è senz'altro la parte più dura dell'intera escursione, tenete duro ancora 20 minuti.

Complimenti siete arrivati, non so cosa vi aspettavate da questo alpeggio ma ora sono certo che vi godrete il panino più buono che abbiate mai mangiato!!!!!
Che dire...non resta che tornarsene a casa seguendo esattamente la via dell'andata, non credo che vi servano anche le indicazioni per il ritorno, in fondo avete lasciato le briciole di pane lungo la via, vero?????
Escursionista di giornata: Fabrizio.