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Scozia, Settembre 2008

 
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Buffalo_666
Cumenda
Cumenda


Registrato: 12/04/03 13:44
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Residenza: Trovata !!!!!!!!!!!!!!!!!!

MessaggioInviato: Gio Lug 30, 2009 5:59 pm    Oggetto: Scozia, Settembre 2008 Rispondi Citando

03-17 settembre 2008


03/09
Dopo un giretto all’Orio Center (ovviamente siamo in super anticipo, ma non ne potevamo più di andarcene da Vercelli!) ci fiondiamo in aeroporto perché vogliamo farci incellophanare zainone e tenda, sperando sia possibile: e l’addetto provvede con metri e metri di plastica verde per la modica cifra di 16 €: ahò!
Check-in rapidissimo (la ryanair non ha più corsie differenziate a seconda del volo e della destinazione, si fa tutto tutti insieme, all’orario più comodo) e liscio come l’olio: Paolo imbarca 30 kg ESATTI mentre io attendo in disparte confondendomi nel gruppo degli azzurri delle paralimpiadi, in partenza come noi, cercando di non attirare l’attenzione sul nostro pesantissimo bagaglio a mano che carichiamo senza che nessuno ci dica niente.
Volo in perfetto orario, peccato x i marmocchi iperattivi seduti proprio dietro di noi, ma riusciamo comunque anche a dormicchiare un po’. A Prestwick ha evidentemente piovuto da poco e fa freschino, ma quando scendiamo dall’aereo si vede persino un po’ d’azzurro. Nessun problema anche per il ritiro bagagli, e in breve ritiriamo una bella Focus e cambiamo 500 € in sterline (io mi illudo che magari basteranno x tutta la vacanza… tzè!). Primi attimi di nervosismo per la guida a sinistra, ma x fortuna il B&B Alexandria House è davvero vicino, e Paolo può smettere di sudare. Ci installiamo nella room nr. 3, che è carinissima, ovviamente tutta moquettata e piena di particolari leziosi, vedi cuscini rosso rubino con contorno di piume, e dopo che i nostri panini sono stati mandati giù con l’aiuto del tè e del caffè caldo in dotazione alla camera, e dopo che abbiamo riassemblato i bagagli in maniera più pratica x il viaggio, siamo pronti per infilarci sotto il duvet.

04/09
Splendida notte di sonno, anche se siamo svegli abbastanza presto vista la luce che filtra dalle tendine e il fatto che dormiamo da tipo 10 ore!
Ottima colazione all’inglese e partiamo tra i saluti a Sandra (padrona di casa) sotto la pioggia, che fortunatamente dura poco. Ci dirigiamo (pur con ancora qualche incertezza dovuta alla guida a sx) sul Culzean Castle, “fiore all’occhiello dello Scottish National Trust”, dove visitiamo il parco (cervi, mucche pelose, pecore faccetta nera) e il castello.
Terminata la visita seguiamo la costa fino a Stranraer dove, dopo la spesa al Tesco, mangiamo praticamente seduti sotto al St. John’s Castle, che poi cerchiamo per un po’ x accorgerci che è chiuso per restauri. Poco male, proseguiamo verso est, toccando Kirkudbright dove sostiamo per vedere il Mc Lellan Castle (solo dall’esterno, niente di particolare) e un art center che secondo me non ha proprio ragione di esistere né di venire citato in una guida. Lungo la strada invece adocchiamo la Glenluce Abbey, molto suggestiva, dove facciamo un po’ di autoscatti in un prato fangoso.
Ripartendo, dobbiamo spostarci sul lato destro della strada perché ci sono delle macchine parcheggiate e ci restiamo ignari finchè compare un trattore lanciato a tutta velocità verso di noi! E’ in questo istante che dico al mio moroso la storica frase “Amore siamo a destra!”, che lo fa tornare in carreggiata e che sicuramente darà il nome al nostro cottage scozzese se mai ne avremo uno. Giungiamo infine a Castle Douglas, dove x prima cosa cerchiamo il campeggio, dove ci installiamo: a parte il fatto che non riesco a trovare i bagni e che nella tenda non c’è in dotazione una mazzetta x piantare i picchetti come credevo, tutto ok, non ci mettiamo nemmeno tanto, e il posto è decisamente grazioso, affacciato su un laghetto pieno di cigni (un po’ aggressivi, che paura!).
Tanto x farci venire un po’ fame andiamo a vedere il Threave Castle, che sta su un’isoletta in mezzo al lago alla fine di un sentierino. Tra l’altro siamo arrivati a orario di chiusura già scattato (le 5) x cui non paghiamo nemmeno pur avendo accesso al sentiero, che resta chiuso solo da cancelletti di legno a prova di pecora.
Torniamo poi sui nostri passi e andiamo a cercare 1 posto x cenare. Visti i prezzi stasera stiamo schisci e ci fondiamo in un fish&chips dove ESAGERIAMO! La prossima volta mangeremo di meno, non riusciamo a finire le patatine… noi!! E ci vuole un bel tè caldo in un pub x digerire tutto prima di tornare in tenda.
NB Oggi abbiamo visto un sacco di animali: leprotti, mucche Galloway o “Belties”, con la pancera bianca, 1 rapace, fagiani, caprioli… insomma, la Scozia promette bene!
NB2 Paolo fa notare: anche un topolino!

05/09
Risveglio mattutino con sferzata gelida (Paolo ha dormito col cappellino di lana in testa…”voi coi capelli non potete capire…”), ma dopo una bella notte di sonno.
Ci laviamo, smontiamo l’accampamento e x le 9 ce ne andiamo. Puntiamo su Dalbettie x vedere quello che ieri non abbiamo fatto in tempo a visitare, ma la fortuna (e la segnaletica) non ci arride, e dopo qualche giro a vuoto puntiamo sul Caerlaverock Castle, dove tentiamo di farla franca x non pagare, ma il custode, nonostante la pioggia e l’età, corre fuori invitandoci a fare i ticket: a questo punto, con 2 foto in saccoccia, ce ne andiamo scocciati perché un giretto l’avremmo fatto volentieri, il castello sorge in una posizione molto bella, proprio sul mare; peccato, ma questi ruderi costano davvero un occhio della testa, e noi ne abbiamo ancora tanti da vedere!
Il viaggio prosegue lungo una campagna verde piena di scorci suggestivi in direzione Hermitage Castle. Anche qui però si deve pagare, e anche qui fotografiamo di straforo l’esterno e via!
Pranzo in macchina perché continua a piovere, e ci dirigiamo a Jedburgh. Breve visita del paese e dell’abbazia in rovina (dall’esterno), e sosta tè. Si riparte x Dryburgh, dove l’abbazia la visitiamo a pagamento x esserne abbastanza delusi: non tanto x le rovine in sé, comunque maestose e dotate di un certo fascino, ma x il rapporto qualità-prezzo!
Deviazione verso il monumento a William Fallace (lo vede solo Paolo, che torna deluso e viene pure attaccato da un Jack Russel) e il sir Scott’s view: niente di che. Manca solo Melrose, che ci sembra l’abbazia più bella e che naturalmente è già chiusa xchè sono le 17.45. Ha piovuto tutto il giorno x cui, adocchiando l’insegna di un ostello, domandiamo speranzosi se hanno posto: ma solo nelle camerate… Ci dirigiamo verso Edinburgo snobbando la costa est vista l’ora e la notizia che l’ostello di Coldingham è chiuso. Lungo la strada il campeggio dove chiediamo di fermarci ci sconsiglia di piantare la tenda: previsioni troppo brutte in arrivo, dice la signora, si prevedono allagamenti! Io già mi vedo la tenda trascinata via dall’acqua…
Alla fine approdiamo al campeggio di Edinburgo, dove nonostante la reception sia già chiusa (strano!) si può piantare la tenda e registrarsi il giorno dopo. Un po’ un pantano, ma montiamo la tenda con le dita incrociate e andiamo a cenare in città con un ottimo kebab. Solita sosta al pub (dove però la cicciona al bancone non ci vuole dare il tè, così ci tocca ripiegare su coca e Guinness) x asciugarci un po’, pianificare la giornata di domani e fare arrivare l’ora di andare a nanna.

06/09
Nonostante le raffiche di vento e gli scrosci di pioggia la tenda regge molto bene, e soprattutto ci svegliamo all’asciutto, nonostante i nostri timori. Colazione e bagno, e poi ci rechiamo in reception a registrarci (31£ x 2 notti alla faccia della nostra onestà, visto che ho il sospetto che venga applicata la tariffa estiva anche x la seconda notte, che invece cade già in periodo autunnale…) e per farci spiegare come arrivare a Edinburgh coi mezzi.
Paolo immortala un gruppo di hairy cow che incontriamo lungo la strada verso la fermata in mille pose (non che le mucche offrano poi questa grande varietà di posizioni…e grazie a Dio!), e il bus arriva in un lampo.
Prima tappa al castello, dove facciamo l’Explorer Pass x i siti dell’Historic Scotland, sperando che nei prossimi 5 giorni (con 3 giorni a nostra scelta a disposizione per le visite) ci faccia risparmiare un po’. Esploriamo ogni più recondito angolino: la segnaletica non è la passione degli scozzesi, di conseguenza ognuno va un po’ dove gli pare.
Oggi non piove ma c’è un gran vento, x cui la passeggiata lungo il Royal Mile è un po’ sofferta, soprattutto quando si tratta di tirare fuori il pranzo! Compriamo 2 sciarpe al prezzo di 1 in tartan e poi ci dirigiamo verso il palazzo di Holyrood House, dove ci divertiamo con l’audioguida nei sontuosi saloni e quasi ci dimentichiamo della cifra ESORBITANTE pagata (9,80£ a testa!).
Nelle nostre intenzioni c’era l’idea di fermarci x cena e x le foto in notturna, ma ci viene in mente che domani è domenica e che è meglio fare benzina x evitare sorprese, così risaliamo sul bus, facciamo rifornimento e torniamo indietro! Ceniamo in un burger cafè e riusciamo anche a farci fare un tè, anche se in un locale piuttosto anonimo, ma piacevolmente tranquillo. Rientro alla base dopo le foto col buio del castello (strani effetti-cielo rossastro x colpa dell’illuminazione a luce bianca e non gialla) e tanta nanna.

07/09
Stamattina sbaracchiamo da Edinburgo e puntiamo su Stirling, dove l’Explorer Pass ci da diritto all’ingresso. Nell’insieme a me il castello piace anche più di quello di Edinburgo; stessa disorganizzazione dei percorsi, ovvero ciascuno visita le stanze che vuole e se non sta attento si perde anche qualcosa. Molto bella anche la visita all’Argyll’s Lodge, casa signorile del XVII secolo, anche se è guidata e ovviamente in inglese, anzi scozzese, che è peggio! Puntiamo poi su Culross, paesino con case risalenti al 1600 che però ci sembra abbastanza malinconico, così come le rovine dell’abbazia che un tempo sorgeva qui. La chiesa annessa è comunque molto bella, semplice, gotica, silenziosa, così suggestiva che Paolo ci dimentica il berrettino da notte, ma ovviamente se ne accorgerà quando saremo troppo lontani per tornare a prenderlo!
Ci spostiamo poi nell’interno sul Loch Leven, dove c’è un castello su un’isoletta raggiungibile in barchetta, che però non ci sembra suggestivo né invitante, quindi ce ne andiamo. A questo punto percorriamo la costa dell’East Neuk verso St. Andrews, con sosta ad Ansthruter, dove ceniamo con un fantastico fish&chips sul lungo mare.
Giungiamo infine a St. Andrews al tramonto, piantiamo la tenda e torniamo in città in esplorazione: spesa al Tesco, belle foto alle rovine di abbazia e castello a picco sul mare e ritorno al camping x la grande impresa del giorno: bucato e doccia x 2 incorporate!

08/09:
Nonostante x buona parte della notte piova, e anche allegramente, ronfiamo come ghiri fino alle 8. poi smontiamo l’accampamento e partiamo, attraversando il Fife sul Tay Bridge e puntando verso l’interno e il Glamis Castle. Non c’è che dire, tra parco con enorme viale tutto dritto e castello tutto torrette, sembra proprio la porta d’accesso al mondo delle fiabe, ma la tariffa ci fa fare dietrofront (8£ a testa!), e così puntiamo nuovamente verso la costa, dove sostiamo ad Arbroath. Lungo la strada lasciamo decidere al destino se dobbiamo assaggiare un Forfair Bridie (specie di pie ripieno di carne calda e speziata con tanta cipolla), dopo che la descrizione da me letta sulla guida aveva fatto salivare abbondantemente Paolo… e guarda un po’ il destino dice che dobbiamo proprio provarne uno! Beh, niente male. Tra l’altro è venuta fuori una splendida giornata così, arrivati ad Arbroath, decidiamo di fare una passeggiata consigliata dalla Lonely Planet fino al villaggio di Auchmitie. Già per trovare il T.I.C. io faccio una discreta camminata, accompagnata da un gentile signore del posto; ci mettiamo poi in cammino, prevedendo un percorso di circa un’ora, con pic-nic all’arrivo a destinazione. La prima parte del sentiero, tutta sulla scogliera, è molto bella e ricca di scenari fotogenici, e non presenta difficoltà. Poi però ci inoltriamo in un bosco da cui sembra di non uscire mai finchè ci ritroviamo sull’asfalto e capiamo di essere finiti fuori strada! Il mio moroso attacca a mugugnare ma x fortuna lungo la strada compaiono metri e metri di roveto pieno di more belle grosse, mature e facili da prendere: la scorpacciata gli fa tornare il buonumore, e addirittura dichiara che è stato meglio sbagliare strada! Finalmente giungiamo nel grazioso paesino di Auchmitie e ci piazziamo a pranzare coi celeberrimi lurfidi panini su una bella panchina con vista sul mare e sui pendii erbosi. C’è il sole e siamo in maglietta! Il ritorno è per la strada giusta, ma non sappiamo esattamente quanto ci mettiamo perché realizziamo che il mio orologio sta perdendo i colpi! (e parecchi minuti…). Dopo che Paolo ha litigato lungo l’ultima mezz’ora di sentiero con un falchetto che non vuole farsi fotografare e lo sbeffeggia, ci dirigiamo verso Stonehaven, dove abbiamo deciso di fermarci x la notte. Lungo la strada sostiamo al Dunnottar Castle, ambientazione x l’Amleto di Zeffirelli, quello con Mel Gibson, e lo fotografiamo da mille lati x’ baciato dagli ultimi raggi di sole è veramente stupendo. La collina è anche invasa da leprotti salterini, che brucano l’erbetta in controluce badando poco agli umani entrati dopo l’orario di chiusura (senza pagare…).
A Stonehaven troviamo (dopo qualche incertezza) il campeggio x stasera e, dopo aver piantato la tenda, andiamo a cercare un posto x mangiare qualcosa: finiamo a papparci un double cheeseburger proprio buono in un locale in cui riusciamo anche a scambiare 2 parole con il ragazzo che gestisce il tutto, e soprattutto possiamo mangiare seduti e al caldo: goduria! Tentiamo l’avventura dirigendoci verso Aberdeen x trovare un posticino in cui prendere il solito tè serale, ma non abbiamo fortuna e prima di perderci nella brughiera e nelle tenebre sempre più fitte torniamo indietro.

09/09
Ci alziamo presto e in men che non si dica (ormai siamo delle schegge con la tenda) siamo on the road. Oggi puntiamo x prima cosa sul Crathes Castle, di proprietà del National Trust of Scotland: arriviamo così presto che non c’è ancora nessuno, e guardiamo con calma parco e castello facendo anche le foto sotto un po’ di pioggerellina.
Ci dirigiamo poi nell’interno, nel territorio del Cairngorms National Park, dove purtroppo non riusciamo a vedere il Balmoral Castle, che in questo periodo dell’anno è chiuso ai turisti. Ci addentriamo però tra erica e torrenti fermandoci a fare un sacco di foto a paesaggi e animali. Arriviamo poi ad Elgin, dove andiamo a visitare le rovine della famosa cattedrale (come al solito da fuori, perché vogliamo conservare l’ultimo giorno di validità dell’Explorer Pass x domani), e poi ci dirigiamo verso la baia di Findhorn, nella speranza di vedere le foche: e sulla spiaggia battuta dal vento, che porta con sé spruzzi di pioggia e di onde, le intravediamo, tutte ammucchiate su una lingua di sabbia un po’ distanziata dalla costa. Ci fermiamo in un pub tranquillo per un tè (un Earl Grey che ci costa un occhio ma che saranno 2 litri di roba) nella speranza che con l’alta marea si avvicinino alla spiaggia, ma ci va male x’ invece si spostano ancora più lontano, quindi ripartiamo, diretti a Inverness, dove abbiamo deciso di dormire.
Piantiamo la tenda e ci avventuriamo in città, che adagiata sul fiume è veramente bellissima. Messi a tacere i pancini con un bel kebab passiamo un’oretta buona a passeggio per le vie principali e il lungo fiume, con Paolo che si sfoga a fare foto su foto. Poi tutti a nanna nella nostra tendina.

10/09
Stamattina piove, e dobbiamo attendere il momento buono x schizzare fuori dalla tenda e smontare tutto! Partiamo diretti a Beauly dove, nelle vicinanze, c’è un fish lift x il passaggio dei salmoni: solo che è chiuso x lavori! Paolo si avventura x un tratto tra le felci ma si bagna tutto e torna indietro senza aver visto niente, anche perché il luogo è di proprietà di una centrale idroelettrica e non vorremmo che qualcuno si arrabbiasse: però poveri salmoni! Come faranno a riprodursi?
Proseguiamo lungo la Strath Glass e la Glen Urquhart, scendendo poi a Drumnadrochit, dove arriviamo giusti x l’apertura dell’Urquhart Castle. Mentre visitiamo le suggestive rovine che si affacciano proprio sul Loch Ness veniamo anche intervistati dalla TV! Che figure… io naturalmente bordeaux, Paolo decisamente più disinvolto.
Ripartiamo poi diretti a nord, sostando a Dornoch x visitare la cattedrale (magnifiche vetrate), e a Golspie x ammirare (sempre dall’esterno) il bellissimo Dunrobin Castle. A questo punto seguiamo la A9 lungo la costa fino a Lybster, dove prendiamo una stradina x andare a vedere i menhir di Achavanich: niente di memorabile, anche se il paesaggio con loch e brughiera è molto bello, e in breve si riparte diretti a Thurso.
Troviamo un camping in riva al mare, che ci costa solo 7,20£ e che ha anche una sorta di sala comune (pomposamente nominata Stuart Pavillion) riscaldata e attrezzata con bollitori e tostapane, x cui alla fine decideremo di cenare qui fai da te. Prima però andiamo fino a Dunnet’s head, il promontorio più a nord di tutto il Regno Unito, da cui dovrebbero vedersi anche le Orcadi: veramente bello! Per di più con il vento che tira si sta rasserenando tutto e il mare assume pian piano un colore incredibile, blu intenso.
Di ritorno a Thurso la nostra incursione al Tesco ci fa scovare d’occasione un pollo in stile BBQ a 1.70£! Con qualche noodle liofilizzato la cena è pronta, e nel sontuoso Stuart Pavillion del campeggio ci strafoghiamo come suini, bevendoci anche sopra il tè caldo (al retrogusto di pollo e funghi x’ le uniche tazze che abbiamo a disposizione sono quelle che contenevano i noodles…). Restiamo fino verso le 20.45 dedicandoci al diario e allo studio del manuale di fotografia, quando la tipa che ci ha accolto viene a chiudere, e poi ce ne andiamo a nanna.

11/09
In ogni vacanza c’è una notte di merda, e questa volta x noi è la notte a Thurso nel grazioso camping sulla spiaggia: il vento soffia dal mare in raffiche furibonde SENZA SOSTA, portando anche un po’ di pioggia e facendoci dormire proprio da schifo, visto che ogni 2x3 sembra di volare via o di essere seppelliti dalla tenda! Al mattino sbaracchiamo tra gli sbadigli, ma la colazione nel Pavillion ci da una mano a partire col piede giusto. Siamo diretti ad ovest, lungo una costa frastagliata ricca di fiordi, spiagge dorate, mare blu e tante isolette, attorno quasi nulla! Siamo esaltati, anche perché splende il sole e anche oggi siamo in maglietta (dentro la macchina). Tripudio di foto dopo passeggiata tra pecore e cacche di pecora fino allo Strathy Point, e svariate soste foto anche a Tongue, sul Loch Eriboll e a Durness. Si comincia poi a scendere verso Ullapool, e il paesaggio si fa più aspro x’ compaiono montagne degne di questo nome: Paolo si fermerebbe in ammirazione ad ogni curva, e ha ragione x’ il blu dei loch, il rosso dell’erica e il grigio dei monti appena velati dalla foschia ha una bellezza da togliere il fiato.
Sosta a Kylesku x vedere cosa costa l’escursione in barca alle cascate più alte della Gran Bretagna, ma 15£ a testa ci sembrano eccessive, e facciamo invece una deviazione panoramica sul promontorio dell’Old Man of Stoer; me ne pento quasi subito perché il suggerimento è mio: strada tutta un saliscendi, a carreggiata unica, con a distribuzione random delle invenzioni diaboliche chiamate “blind summit” degne delle montagne russe! Paolo si diverte, io credo di avere assunto un colorito abbastanza malsano…
Se Dio vuole il tutto finisce (e la strada di x sé offriva effettivamente degli scorci mica male), e dopo un po’ di foto all’Ardvreck Castle con splendida vista sul Loch Assynt giungiamo a Ullapool. In campeggio non c’è già più nessuno in reception (secondo i nostri orologi sono le 16.30!) e non ci saranno fino alle 9: se non pagheremo, niente sensi di colpa! Cena con fish&chips pappati in riva al mare, passeggiatina e acquisto cartoline, e si torna in campeggio dopo altre molto soddisfacenti foto panoramiche con luna quasi piena.


12/09
Nonostante la sveglia puntata alle 6.30 un addetto del campeggio arriva a riscuotere proprio quando stiamo infilando la tenda nel baule: non presi con le mani nel sacco ma quasi! 13£ anche qui e partiamo diretti alle Falls of Measach. Non saranno le più alte della Gran Bretagna ma la guida promette una vista grandiosa tra i vapori della cascata. In realtà in val Bognanco (VCO) ci sono cascate molto più belle e soprattutto x vederle non si devono percorrere ponti ballerini e piattaforme sospese nel vuoto! In questo frangente vedo Paolo abbastanza sofferente, e ce ne andiamo in fretta dopo le foto di rito.
Proseguiamo poi verso sud, seguendo la strada in un crescendo di isole e isolette, loch blu e montagne, finchè arriviamo all’Eilean Donan Castle (scenario del film Highlander), dove ci fermiamo per il solito pic-nic. Il castello ovviamente lo fotografiamo e basta. Ripartiamo poi alla volta dell’isola di Skye, che raggiungiamo dopo aver attraversato il ponte che la collega a Kyle of Lochalsch. Sosta benzina e si riparte in direzione Portree. Qui dovrebbe esserci il campeggio, che però non troviamo. Visto che è presto proseguiamo verso Uig, sulla costa occidentale della penisola di Trotternish, dove ci fermiamo x dare un po’ di tregua a Paolo che è un po’ stufo di guidare, e x visitare il negozietto di un birrificio locale. Ripartiamo poi sulla strada, che si fa a carreggiata unica, ma il paesaggio, x quanto bello, ci piace meno rispetto a quanto già visto: molto brullo, selvaggio, sempre uguale. Le pecore sono molto stupide e diffidenti, e capisci subito quali sono le più furbe perché sono le uniche con ancora su la lana di due anni tutta annodata: col cavolo che mi faccio prendere x essere tosata!
Terminiamo il giro senza vedere le cose indicate sulla guida (niente cartelli indicatori), ma in compenso con un po’ di intuizione individuiamo il campeggio, che è da tutt’altra parte rispetto a ciò che diceva la Lonely Planet! Bei prati, solo 8£ in due, ma tanti fastidiosi moscerini. Visto che c’è ancora il sole stendiamo attaccato alla tenda tutto ciò che deve asciugare, e facciamo la doccia tutti e 2: era ora, ormai ci seguivano le mosche, e in macchina c’è un odore davvero particolare!
Siamo pronti x la cena, e stasera a Portree osiamo l’azzardo: ristorante! O meglio, risto-pub. Ceniamo con grande soddisfazione: steak pie x Paolo e salsicce di cervo x me, con ricco contorno che riempie la pancia. Tè x me alla fine e usciamo contenti.


13/09
Purtroppo ci svegliamo sotto la pioggia, e sbaracchiamo in fretta con la tenda di nuovo tutta bagnata. Ci dirigiamo su Dunvegan, dove facciamo mille giri x vedere da fuori il castello e poi facciamo incursione fino a Waterstein Head, dove c’è un faro (che si può anche affittare) e bellissime vedute sulle Ebridi esterne. A questo punto lasciamo Skye, ripassiamo dall’Eilean Donan Castle, e attraverso la Glen Shiel ci dirigiamo verso Fort Augustus, seguendo una strada di montagna molto panoramica. A Fort Augustus arriviamo giusto in tempo x vedere passare le barche attraverso il sistema di chiuse del Caledonian Canal. Compriamo una coperta di tartan x noi al Clan Center e appena lo swinging bridge si riapre proseguiamo la marcia verso Fort William, dove dormiremo. Il camping è molto ben attrezzato e pieno di escursionisti x’ siamo proprio ai piedi del famoso Ben Nevis, il monte più alto del Regno Unito (1324m). Spesa al Tesco, giro x il centro, check-in al campeggio e torniamo in città x cenare. Individuiamo l’unico locale alla nostra portata, dove però non metteremo più piede a costo di mangiare panini lurfidi anche a cena (Nilo’s) perché sono dei gran maleducati; mangiamo rapidamente e ce ne torniamo in campeggio sotto la pioggia, dove Paolo metterà in gran fretta i tiranti alla tenda x’ si è tutta imbarcata x l’acqua. A Fort William abbiamo finalmente scoperto che viaggiavamo tranquilli e beati con circa 1 ora e ½ di differenza rispetto al resto del Regno Unito, complice il mio orologio (ormai completamente fermo) e l’esserci scambiati i cellulari quando ancora questa cosa non era stata scoperta.
Bucato e asciugatura e poi tutti a nanna, sperando nel bel tempo x domani.

14/09
Stanotte Paolo ha freddo, si infila il pile e da un’occhiata fuori che lo rincuora: tutto sereno! Quando però la sveglia suona basta che io mi impoltronisca quei 10 minuti di troppo che inizia a piovigginare, disdetta! Decidiamo comunque di fare una breve escursione, visto che non ci sono grossi nuvoloni, sperando che la tenda abbia il tempo di asciugare almeno un pochino. Così ci dirigiamo verso Steall Meadows, ovvero una verdeggiante vallata dominata da una cascata alta 100m, che raggiungiamo in circa un’ ora. Carina la passeggiata e anche la cascata, l’incidente del giorno lo provoco io facendo cascare il marsupio del Paolo nel fango! Fortunatamente non si rovina niente di vitale. Ritorno al campeggio x le 11, doccia, asciugatrice e si riparte lungo la panoramica Glen Coe, che ci piace veramente tanto, sembra proprio una strada alpina. Fermate lungo la strada x Oban alla bellissima St. Conan’s Kirk, silenziosa, maestosa, piena di scorci romantici e particolari ricercati, e al Kilchurn Castle. Arriviamo infine a Oban, dove piantiamo la tenda in riva al mare in un campeggio in culo ai lupi (anche se in una posizione molto bella), mangiamo un kebab di pollo che a me risulta un po’ indigesto e andiamo a fare foto abusive al Castle Dunnstaffnage (grande nervosismo), di proprietà dell’Historic Scotland e già chiuso.
Ultime foto in notturna con vedute del porto e ce ne torniamo in campeggio per un tè nel microonde.

15/09
Stanotte purtroppo piove senza interruzione, e siamo un po’ preoccupati per la tenda che, nonostante si comporti egregiamente, comincia ad essere un po’ umidiccia nei punti di contatto tra i 2 teli. In compenso proviamo a pagare il campeggio, ma sembra non esserci mai nessuno, tranne una bambina che però deve prendere lo scuolabus, così ce ne andiamo senza sganciare una sterlina!
Ci dirigiamo a Inveraray x vedere il castello e il paese, e qui succede l’imprevisto: Paolo nell’enfasi dell’ispirazione fotografica si addentra tra i cespugli x ottenere un’inquadratura romantica di un ponticello sul fiume e fa uno scivolone paura riempiendo di fango i jeans e il pile appena lavato! Me la rido x un bel po’ alla faccia sua!
Il paese, sarà anche colpa della pioggia persistente, non ci dice niente, e i pochi abitanti sono decisamente scontrosi, così sloggiamo facendo rotta sul Loch Lomond. Sosta a Luss, paesino estremamente turistico: il parcheggio è più grosso del paese! Anche qui estrema delusione, nonostante ci guadagniamo 1 assaggio gratis dello shortbread e di una tavoletta di qualcosa che sostanzialmente è burro e caramello mescolati! Andiamo verso Helensburgh, sulla costa, in cerca di un Tesco dove comprare le ultime provviste, e torniamo poi sul lago alla ricerca di un campeggio non troppo allagato. Vista l’ora e la situazione fango però alla fine cambiamo idea, decidendo di puntare su Glasgow facendo tappa in una tea room lungo la strada: a Drymen ci concediamo 3 tazzone di tè a testa (e una maestosa fetta di torta al cioccolato x me) in una tea room con tavolini rotondi e poltroncine, 2 proprietarie flemmatiche a servire, e una nutrita schiera di pensionati come clienti affezionati.
Rinfrancati dalla sosta riusciamo ad arrivare senza troppe inversioni ad U a Stepps, sobborgo di Glasgow dove l’unico campeggio disponibile è in una specie di baraccopoli, ma anche qui riusciamo a trovare un pezzettino di prato non troppo allagato e sistemiamo la nostra coraggiosa tendina. Troviamo da mangiare in un pub di una catena che fa un’offerta su alcuni piatti se si ordina prima delle 6: così ci pappiamo 2 smothered chickens (petti di pollo con bacon e cheddar, insalata e patatine), Paolo si concede anche un apple crumble al caramello con gelato, e x me un altro tè! Discutiamo con calma il programma degli ultimi due giorni scozzesi e poi ce ne andiamo a nanna.

16/09
Oggi sveglia rilassata, dopo che x tutta notte ha CONTINUATO a piovere. La tenda fortunatamente ha tenuto, e parecchi insetti e lumache si sono rifugiati sotto di noi.
Smontiamo il nostro campo base e perdiamo il treno x Glasgow x un soffio x colpa della coda alla macchinetta x i biglietti: poco male, organizziamo meglio il bagaglio e i 30 minuti di attesa passano in fretta. In un quarto d’ora siamo a Glasgow, dove x prima cosa andiamo al T.I.C. di George Square a farci prenotare un B&B x stasera: 58£ + altre 4£ x il servizio, ma almeno siamo tranquilli di avere un tetto sopra la testa.
Ci dirigiamo (sotto la pioggia intensa) verso la cattedrale, che ci piace molto (ci restiamo mezz’ora, e poi girovaghiamo x la città che, nonostante la pioggia, ha un suo fascino, e soprattutto è piena di negozi!
Pranzo cinese con curry piccantissimo in un centro commerciale (St. Enoch) dove restiamo piacevolmente chiacchierando e osservando la fauna autoctona x un paio d’ore. Riprendiamo poi i giri senza troppo entusiasmo, e x le 4 siamo in stazione, dove il treno ci riporta a Stepps. Seguendo le indicazioni troviamo abbastanza agevolmente il B&B (che x noi non vale ASSOLUTAMENTE la cifra che pagheremo) dove ci installiamo in totale relax, con la tenda e il telone ad asciugare sul calorifero e nella doccia (il box doccia è in un angolo della camera!).

17/09
Dopo una calorica colazione scozzese lasciamo Glasgow diretti al Craignethan Castle, a sud-est. Un cartello ingannevole ci porta però un po’ più in giù, verso Lanark dove, già che ci siamo, decidiamo di visitare le Falls of Clyde, visto che la pioggia ci ha dato finalmente un po’di tregua. Con un po’ di pazienza troviamo il parcheggio e, grazie al fatto che siamo sempre più mattinieri dei britannici, passiamo indisturbati nel complesso di New Lanark, ex opificio divenuto patrimonio dell’Unesco. La passeggiata lungo il corso del Clyde è molto bella. Peccato che l’acqua abbia un coloraccio rugginoso e sia piena di grumi di schiuma ben poco naturale, oltre al fatto che non vediamo neanche un passerotto, mentre i cartelloni informativi promettevano uno sfacelo di animali, tassi, lontre, falchi pellegrini.
Tornando indietro vediamo il Craignethan Castle, come sempre dall’esterno, in cima a una collinetta erbosa e molto scivolosa. A Kilmarnok ci fermiamo invece a guardare il Dundonald Castle, che per essere il terzo castello scozzese x importanza non è poi un granchè.
Si sono fatte le 2, e cominciamo a digerire la scottish breakfast, così Paolo mi accontenta e punta verso Troon, sulla costa, alla ricerca di una tea room dove fare un pranzo-merenda. Troviamo il posto perfetto, dove ci installiamo il tempo necessario a ingollare 3-4 tazze di tè a testa + dolcetto (brownie al cioccolato x me e panino dolce ripieno di panna montata x Paolo).
È proprio ora di andare, e ci indirizziamo su Prestwick. Nessun problema x restituire la macchina e neanche x il check-in, dove incredibilmente non solo non fanno storie x il blocco tenda-zaino, ri-incellophanato con lo stesso involucro dell’andata, ma soprattutto scopriamo che i nostri bagagli sono nuovamente 15kg esatti ciascuno!
Attimi di panico invece quando, già in fila al gate, realizzo che non ho sulle spalle lo zainetto della macchina fotografica! Risulterà che era rimasto al controllo bagagli a mano della polizia, dove ci avevano fatto aprire la trolley blu, fonte della mia distrazione e successiva dimenticanza. Sono pochi minuti, ma di vero terrore, anche perché sono certa che Paolo, nonostante mi ripeta di stare calma, potrebbe uccidermi. Riesco a calmarmi solo quando l’aereo è già in volo, in tempo x salutare la Scozia. Torneremo!

Miglia totali percorse: 2032,600.


Liberamente tratto dal diario di Giu e Pao
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