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Formentera / Formentera 2004

 
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Buffalo_666
Cumenda
Cumenda


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MessaggioInviato: Dom Ago 01, 2004 1:05 pm    Oggetto: Formentera / Formentera 2004 Rispondi Citando

FORMENTERA (4-11 luglio 2004)

E’ buio. Il faro balla il suo monotono girotondo. Abbaglia e scompare. Getta un fascio di luce inafferrabile su La Mola, il promontorio all’estremità orientale dell’isola. Prosegue la danza e diventa un occhio che vede fino a sessanta chilometri nell’oscurità del Mediterraneo. Davanti, il mare, nero. Sotto, la scogliera, alta cento metri. Alle spalle, Formentera, la magia. Che impregna ogni scoglio, ogni onda, ogni granello di sabbia e di sale. Che sta dentro l’anima di chi quest’isola l’ama e la sceglie facendone un rifugio per la mente e un tonico per il corpo.

Formentera è la più piccola delle Baleari, un’ascia calcarea lunga venti chilometri sita a sud di Ibiza.

I tentacoli del comfort a 5 stelle qui non trovano appigli; gli alberghi, anche i più quotati, serbano un carattere autentico e genuino; i ristoranti, anche i più rinomati, mantengono le scomode sedie di legno e le anonime piastrelle sul pavimento. Nessuno chiede di più. E’ questa l’essenza della magia di Formentera: la semplicità.

A chi viene qui non serve un guardaroba elegante; nella valigia, un pareo, qualche T-shirt e un paio di scarpe. Si può girare scalzi per strada e non sentirsi fuori posto o stare in spiaggia nudi senza suscitare la minima curiosità.

Il chiasso di Ibiza, la sorella maggiore, è lontano, le notti si susseguono tra luna, stelle e coperte di lana grezza distese sulla sabbia, tra falò sulla spiaggia ritmati dalla musica dei nostalgici del rock anni sessanta-settanta. Fino dalla metà degli anni sessanta infatti Formentera fu eletta come “...nostra signora degli Hippy, mitica terra della libertà, dove ognuno cerca il proprio Paradiso...”, e anche se quei giorni di pace, amore e musica sono lontani, continua imperterrita e orgogliosa a sfoggiare il suo abito un pò trasandato, il suo carattere schivo e sfuggente.

In motorino o in bicicletta, Formentera si può scoprire in un solo giorno, arrivando la mattina da Ibiza in traghetto e ripartendo la sera, oppure la si può visitare con calma, in almeno una settimana, soggiornando magari in una casa isolata sulla spiaggia.

A nord, Espalmador, un isolotto nel braccio di mare tra Ibiza e Formentera, segna il confine estremo dell’isola; d’estate, quando le onde sono quiete e lasciano emergere una sottile lingua di sabbia, si può raggiungere a piedi, da Punta Trocadors.

Le più belle spiagge dell’isola si trovano a nord, vergini e incontaminate, nulla ha ancora contaminato oasi fuori dal tempo come playa de Illetes e playa de Llevant, le uniche costruzioni visibili sono i chiringuitos, poco più di capanne che riservano sangria ghiacciata, un eccellente cucina a base di pesce e qualche metro d’ombra. Unici riferimenti lungo la strada sterrata sono le insegne di legno che indicano locali come questi, una sfilata di nomi esotici come “Pirata”, sensuali come “Tanga” e spagnoleggianti come “Juan y Andrea”.

Alle spalle del Paradiso, verso l’entroterra, si apre un deserto umido. Prima si incontrano le saline e i vecchi mulini a vento, ma tutt’intorno esplode la vita: aironi, fenicotteri, papaveri, fiordalisi, fichi d’india sfatando il nome della laguna salata che si incontra Estany Pudent (stagno puzzolente); attorno tre agglomerati di case, a ovest La Savina, il porticciolo; a est Es Pujols, il centro turistico con i ristoranti, le gelaterie, le bancarelle del lungomare; a sud Sant Francesc Xavier, il capoluogo.

Da qui Formentera si allunga in due direzioni, da un lato verso sud, fino a Cap de Barbaria, il punto più meridionale dell’isola, nel primo tratto selvaggio e coperto di pini, nel secondo (nei pressi del secondo faro) fatto di sterpaglie e rocce. Dall’altro lato l’isola si estende verso est in un corridoio stretto e piatto che va a sbattere contro i 192 metri d’altezza del promontorio di La Mola. L’istmo è attraversato dal camino viejo, l’antica mulattiera usata dai monaci per trasportare il vino fino al porto.

E’ il centro dell’isola dove pulsa il cuore della natura. Difficile incontrare qualcuno. I rigogliosi campi di grano che ricoprivano “Frumentaria” (l’isola che i Romani avevano coperta di grano), sono ormai distese gialle e aride.

E sulle note della musica ambient (chillout) di Café del Mar (dall’omonimo celebre locale di Ibiza in cui è nata), lasciamo che le prime ombre della sera lambiscano dolcemente l’isola che divertita, tollerante come sempre, resta a guardare i turisti emozionati ed applaudenti, mentre il sole si nasconde dietro Cap de Barbaria, fino a scomparire. Ma la magia di Formentera rimarrà per sempre con noi.


Autore della recensione: HOMER

FORMENTERA (4-11 July 2004)

It’s dark. The lighthouse dances its monotonous circle. It points its elusive light on La Mola, the promontory at the oriental extreme of the island. It continues its dance and it becomes an eyes that looks out at 60 km in the darkness of the Mediterranean sea. In front, the sea, black. Under, the cliff, 100 m high. Behind, Formentera, the magic. That is in the spirit of who loves this island and who chooses it to make it a refuge for the mind and a tonic for the body.

Formentera is the smallest island of the Baleari, a calcareous axe of 20 km length at South of Ibiza.

The tentacles of the comfort with 5 stars here doesn’t find hold; the hotels, even the best ones, keep their authentic and genuine character; the restaurants, even the most ‘elegant’ ones, keep their uncomfortable wooden chairs and the anonymous tails on their floor. No one asks for more. This is the essence of Formentera’s magic: the simplicity.

To how comes here, the elegant clothing is not necessary; in the luggage, a pareo, some T-shirts and a pair of shoes. You can go around with bared feet and not feel strange or stay on the beach naked, without becoming a curiosity.

The noise of Ibiza, the bigger sister, is far away, the nights follow each others among the Moon, the stars and wool covers laid on the sand, between fires on the beach that follow the rhythm of the nostalgic of the rock music of the sixties/seventies. Until half of the sixties, in fact, Formentera was voted “...our lady of the Hippy, mythic land of liberty, where everyone looks for his...”, and even if those days of peace, love and music are far away, this island keeps on showing proudly its slovenly dress, his elusive and bashful character.

With the scooter or with the bike, Formentera can be discovered in one single day, arriving in the morning from Ibiza in ferry boat and leaving in the evening, or you can visit it calmly, in one week, maybe staying in an isolated house on the beach.

At North, Espalmador, a small island in the sea between Ibiza and Formentera, signs the extreme border of the island; in the Summer time, when the waves are calm and uncover a small tongue of sand, you can reach the island by foot, from Punta Trocadors.

The most beautiful beaches of the island are at North, virgin and uncontaminated, nothing has yet contaminated the oasis like playa de Illetes and playa de Llevant, the only visible buildings are the chiringuitos, a type of hut that serve iced sangria, an excellent cuisine based on fish and a couple of meters of shade. The only references along the road are the wooden signs that indicate this type of ‘bars’, a list of exotic names such as “Pirata”, sensual as “Tanga” and Spanish as “Juan y Andrea”.

Behind the Paradise, towards the inner part of the island, a humid desert opens up. First we meet the saltpans and the old windmills, but all around life explodes: herons, flamingos, poppies, cornflowers, prickly pear, disproving the name of the salted lagoon that we met: Estany Pudent (stinky pond). Around, houses, at the West, La Savina, the small dock; at East Es Pujols, the tourist’s center with restaurants, ice cream places, stalls on the seafront; at South Sant Francesc Xavier, the capital.

From here, Formentera extends in two direction, towards South, down to Cap de Barbaria, the southern point of the island, in the first part wild and covered by pine trees, in the second part (near the second lighthouse) is made of rocks and bushes. On the other direction, towards East, it forms a narrow and flat passage that ends at the promontory of La Mola, 192 m high. The isthmus is passed by the camino viejo, an old road used by the monks to transport the wine to the dock.

It is the center of the island where the heart of Nature pulses. It is difficult to meet somebody. The wheat fields that once covered the “Frumentaria” (island that the Romans covered with wheat) are now yellow and arid lands.

And on the notes of the ambient music (chillout) of the Café del Mar (from the famous local in Ibiza where this music was born), we let the first shadows of the night lovely touch the island that happy, tolerant as always, remains to watch the excited tourists, while the Sun hides behind Cap de Barbaria, until it disappears. But the magic of Formentera will always remain with us.


Author of the report: HOMER

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