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Cuba 2001 / Cuba, 2001

 
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Buffalo_666
Cumenda
Cumenda


Registrato: 12/04/03 13:44
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Residenza: Trovata !!!!!!!!!!!!!!!!!!

MessaggioInviato: Lun Gen 05, 2004 4:02 pm    Oggetto: Cuba 2001 / Cuba, 2001 Rispondi Citando

Quando si sente parlare di Cuba, la prima cosa che forse salta alla mente è il turismo di un certo tipo! Niente di più falso!
Cuba è semplicemente meravigliosa. A partire dagli splendidi scenari che offre sino ad arrivare alla straordinaria gente che la abita. Isola estremamente povera (x la maggior parte) ma ricca di storia, di emozioni, calda, vitale, da conoscere profondamente; servirebbe un bel mesetto per girarla tutta e capirla fino in fondo. Una settimana è giusto sufficiente per abituarsi al suo clima e al suo ritmo, ma ti prende talmente tanto che clima e ritmo ti rimarranno dentro.
E’ sicuramente una delle prime mete che consiglierei a chiunque voglia vivere una vacanza indimenticabile; consiglierei comunque il tour, con particolare attenzione alla città di La Habana (inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità), e ai paesi del centro sud dall’aspetto ancora antico e tradizionale quali ad esempio Santa Clara e Camaquey.
Nel nostro primo viaggio ai Caraibi invece abbiamo optato per un villaggio turistico (Tropico club) sito a Jibacoa, nella provincia di Matanzas, sulla costa nord del paese esattamente a metà strada tra La Habana e Varadero. In tal modo siamo riusciti a godere delle comodità offerte dal villaggio, ma abbiamo potuto anche partecipare ai tour organizzati; purtroppo limitati visto la scarsa disponibilità di tempo e l’obbligo di tornare al villaggio a fine giornata.

Prima tappa imperdibile per noi è stata La Habana, città senza pari, specie la parte antica con le suggestive Plaza de la Catedral (da dove il Papa disse Messa nella sua storica visita), Plaza de l’Armes (da cui è visibile il Morro, una delle più antiche fortezze dei Caraibi) e l’immensa Plaza de la Revolution (scenario di tutti i comizi del “Che” e di Fidel Castro); da vedere anche il tradizionale mercatino (attenzione, se volete comprare i bellissimi dipinti che vi troverete, ricordate di farvi dare il documento di autenticità, una sorta di ricevuta senza la quale ve lo tratterrebbero all’aeroporto) e le meravigliose case coloniali tutte dotate di patio interno (giardini con ogni genere di flora, nei più belli abbiamo addirittura visto dei pavoni); cosa c’è di meglio poi per ritemprarsi dalle fatiche turistiche che una tappa alla “Boteguida del Medio” a bere Moijto o al “Floridita” a sorseggiare un Daiquiri come insegnato dal buon Hemingway? E prima di inforcare il tunnel sottomarino che ci porta fuori dalla città, nessuno ci può togliere un giro lungo il Malecon, una lunga strada direttamente sulla costa sulla quale si affacciano le più vecchie abitazioni de La Habana (si dice che quando l’Oceano è agitato venga chiusa per le ondate che la sommergono).

Altra tappa assolutamente da tenere in considerazione, è un giro per il mar dei Caraibi, a sud dell’isola. A parte il divertente ma angosciante trasferimento in aereo (si presume uno dei primi modelli ideati dai fratelli Wright) dall’aeroporto di Varadero al piccolo aeroporto turistico di Cayo Largo, per tutto il resto vi sembrerà di essere all’interno di una delle tipiche cartoline Caraibiche: andiamo al porticciolo e ci imbarchiamo su un grandissimo trimarano e cominciamo a gironzolare per il Mar dei Caraibi visitando prima l’isola delle Iguane, un atollo roccioso abitato esclusivamente da queste mansuete bestiole direttamente giunte dalla preistoria, mangiando poi aragosta appena pescata, e giungendo finalmente a Playa Sirena (una delle numerosissime isolette visitabili), e qui si raggiunge l’apice, sabbia bianca e finissima, palme, acqua trasparente e bassissima per centinaia di metri verso il largo, stelle marine e nient’altro... a disposizione ancora mezza giornata da sogno (consigliabile visto l’ambiente una crema protettiva dallo spessore simile al catrame). Peccato il residuato bellico che ci attende per il ritorno a Varadero, ma ne vale davvero la pena.

A mio parere evitabile Varadero, non è Cuba, è bellissima per lo shopping estremo da turisti, ma l’impressione che ho avuto è di essere a Miami; un paradiso costruito apposta per i turisti fatto solo di locali, hotels, golf club, paillets e lustrini, con Cuba non ha nulla a che fare.

Autore della recensione: Homer

When you hear about Cuba, the first thing that probably you think about is a ‘certain’ type of tourism! And this is not true!
Cuba is simply gorgeous, starting from the splendid scenarios that it offers, up to the extraordinary people that lives here. The island is extremely poor (the major part of it) but rich of history, emotions, it’s warm, vital, to be deeply comprehended; you would need a month to entirely visit it and understand it. A week is just enough to get used to its climate and rhythm, but enough to never forget it.
It is probably one of the first places I would suggest to anyone that wants to live an unforgivable vacation; I would suggest to take the tour, with particular attention for the city of La Habana (UNESCO added it in the list of the humanity patrimony), and to the towns of the South Center with their still ancient and traditional aspect, such as Santa Clara and Camaquey.
As it was our first trip to the Caribbean we chose to stay in a tourist village (Tropico club) situated in Jibacoa, in the province of Matanzas, on the North coast of the state, exactly half away from La Habana and Varadero. In this way we were able to enjoy the commodities offered by the village, but we could even participate to the organized tours; to bad they were limited, seen the short time available and the oblige to go back to the village at the end of the day.

First stop not to miss was La Habana, beautiful city, especially the old part with the suggestive Plaza de la Catedral (where the Pope gave Mass during his historical visit), Plaza de l’Armes (where the Morro is visible, one of the most ancient forts of the Caribbean) and the huge Plaza de la Revolution (scenario of all meeting of “Che” and Fidel Castro); it is also nice the traditional market (be careful, if you want to buy the beautiful paintings that you will find here, remember to make you do the authenticity documents, a sort of receipt without which you cannot pass the airport) and the marvelous colonial houses, all with an internal patio (gardens of all kind of flora, in the nicer one we also saw peacocks); what is better than stop by the “Boteguida del Medio” and drink a Moijto or at the “Floridita” to have a Daiquiri to gain back our energies as taught by the good Hemingway? And before passing the undersea tunnel that brings us out of the city, nobody can take us away a trip along the Malecon, a long road directly on the coast on which the most ancient houses look at in La Habana (they say that when the ocean rough they close the road due to the big waves).

Other mandatory thing is the tour in the Caribbean Sea, at the South of the island. Leaving apart the funny but tormented transfer in airplane (I think one of the first models created by the Wright brothers) from the airport of Varadero to the small tourist airport of Cayo Largo, all the rest is so gorgeous that you will think of being in a typical Caribbean postcard: we go to the small port and we take a trimarano and we start sailing through the Caribbean Sea visiting first the Iguana - a rocky atoll populated exclusively by these gentle animals, arrived directly from prehistory -, then eating lobster freshly fished, and finally we arrive to Playa Sirena (one of the numerous small islands that you can visit) and here we reach the top... fine and white sand, palms, transparent and very low water for hundreds of meters towards open sea, sea stars and nothing else... we still have have a day of dreams (it is recommended, seen the environment, to spread on a very thick layer of protective lotion!!). Too bad the ‘war airplane residue’ that is waiting for us to take us back to Varadero, but it really was worth it.

To me, Varadero can be skipped, it is not Cuba, it is a wonderful city for shopping and tourists, but the impression I had is like being in Miami; A paradise build only for tourists and made of bars, hotels, golf club, paillets... nothing to do with Cuba.

Author of the report: Homer
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