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La malattia dell'occidente____Marco Panara

 
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MessaggioInviato: Gio Gen 06, 2011 4:23 pm    Oggetto: La malattia dell'occidente____Marco Panara Rispondi Citando

Titolo : La malattia dell'occidente
Autore : Marco Panara
Editore : Laterza

Se il lavoro vale meno economicamente e come collante sociale, anche la sinistra politica e le rappresentanze sindacali hanno le loro responsabilità e insieme, forse, l'onere della ricostruzione.
Tornare a riconoscere il valore sociale del lavoro è la prima missione di una classe politica che sappia davvero interpretare la novità del XXI secolo, e ricostruire il valore economico è il progetto più moderno del quale possa dotarsi.

Centocinquanta veloci pagine, scritte in modo semplice anche per i non adetti, che percorrono tutte le fasi e le possibili soluzioni della crisi economico-sociale che attraversa i nostri anni.
Negli ultimi vent'anni, la distribuzione della richezza prodotta dal lavoro si è sbilanciata nettamentea a favore del patrimonio, e a discapito del lavoro.
Insieme alla "globalizzazione" e alla rivoluzione tecnologica, che hanno portato la convenienza di produrre nei paesi emergenti a basso costo la prima, e cancellato milioni di posti di lavoro sostituiti dalle macchine la seconda.
Si è realizzata la perdita di valore del lavoro in occidente intesa sia sotto l'aspetto economico, sia come valore di affermazione sociale.
Che porta con sè le drammatiche conseguenze dirette della diminuzione del tenore di vita, del welfare e dei beni collettivi, e indirette la qualità del vivere civile, la coesione sociale, la qualità della democrazia, lo sviluppo stesso dell'economia.
Una miscela complessa e pericolosissima per la pace sociale.
Sessant'anni fa i padri della patria hanno messo nell' articolo uno della nostra costituzione le parole :
"L'Itala è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

Non furono messe per caso, e il loro significato è profondo e radicato.
Il valore di queste parole è ben spiegato da uno di quei padri, che fu in seguito Presidente della Repubblica.
Giuseppe Saragat disse :
"Che cosa vuol dire questo articolo primo della Costituzione? Vuol dire che essa mette l'accento sul fatto che la società umana è fondata non più sul diritto di proprietà e di ricchezza, ma sulla attività produttiva di quella richezza. E' il rovesciamento delle vecchie concezioni"

Forse per andare avanti, bisogna guardare indietro all'eredità lasciataci dai padri fondatori...

Forte.
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