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Lanzarote, Luglio 2009

 
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Buffalo_666
Cumenda
Cumenda


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Residenza: Trovata !!!!!!!!!!!!!!!!!!

MessaggioInviato: Lun Nov 23, 2009 7:18 pm    Oggetto: Lanzarote, Luglio 2009 Rispondi Citando

Lanzarote luglio 2009

13.07. Lanzarote

Dopo quasi un anno finalmente è arrivato il momento di partire per le vacanze estive, la meta prescelta quest'anno è Lanzarote, nell'arcipelago delle Canarie. Piuttosto lontana ma siamo sicuri che ne varrà la pena di affrontare questo viaggio verso le coste africane.
Questo posticino è un vero paradiso vulcanico, già dall'aereo si vedevano le macchie bianche delle costruzioni sparse per la terra nera profumata ancora di zolfo. Che sia davvero quel che rimane della "mitica" Atlantide?
L'albergo è molto ordinato con piccoli appartamenti organizzati tipo villaggetto,la camera è composta da stanza da letto, bagno e salotto-cucina con un bel terrazzo rivolto verso il mare, distante qualche chilometro.
Oggi il nostro amico Carlo, trasferitosi dall'Iatalia da qualche mese per aprire un ristorante, ci è venuto a prendere con l'auto che abbiamo noleggiato per conoscere meglio questo luogo ricco di paesaggi inaspettati e quasi lunari. Ovviamente la tentazione di vedere e testare l'acqua dell'oceano è grande quindi veniamo accompagnati alla spiaggia di fronte al locale del nostro amico: sabbia scura e calda sulla quale tentare di camminare per raggiungere il bagno asciuga, poca gente sui lettini e tanta voglia di tuffarsi nel mare.



Sensazione molto frizzante, l'acqua è fresca e con il caldo che c'è fuori sembra quasi fredda, ho i piedi tutti insabbiati: finalmente sono in ferie!!
Arriva ora di cena e, considerando che qui siamo un'ora indietro rispetto all'Italia, ci presentiamo alquanto affamati al ristorante "Saporti d'Italia" a Puerto del Carmen dove lo Chef Ale, l'aiuto Matteo e il Méitre Carlo ci coccolano con pietanze deliziose.

14.07 Lanzarote

Questa mattina dopo aver ascoltato le proposte del nostro assistente del Tour Operator ed aver prenotato la gita per domani decidiamo di fare due passi intorno al nostro albergo e scopriamo di avere vicino la pista di atterraggio dell'aereoporto.
Percorrendo una bella strada pedonale e ciclabile sul lungo mare ci troviamo di fronte i cancelli dell'aeroporto dove si può riprendere gli atterraggi e i decolli di ogni volo da e per l'isola. Infatti ci sono un sacco di turisti che stazionano sugli scogli e, come noi, fotografano e guardano gli aerei in arrivo.



A pochi passi inoltre c'è una spiaggia bellissima che con il vento e le nuvole scure di questa mattina assume dei colori inconsueti: la sabbia è ambrata e ci sono sempre gli scogli intorno neri di pietra lavica, il vento poi soffia forte ma rimane a 10 centimetri da terra pungendoti le caviglie ma non il viso.
Procediamo poi con la scoperta di Puerto del Carmen, il paese che ci ospita. Dopo la cena consumata in albergo, della quale non voglio nemmeno commentare in quanto il buffet è decisamente inadatto per i palati italiani, torniamo alla movida dove incontraiamo i nostri concittadini del ristorante che ci accompagnano per i locali di Puerto del Carmen non troppo frequentati ma comunque con una buona dose di musica e voglia di divertirisi. Qui conosciamo un altro personaggio: Anouk una ragazza belga che svolge l'attività di PR per un pub inglese. Anche lei vive qui da qualche tempo ed ha trovato nella compagnia italiana amicizia e sicuramente qualche delizioso piatto da gustare ogni tanto in compagnia di qualche amica sua connazionale.
Si torna a casa presto però, dopo una birra e quattro chiaccere, domani ci aspetta il Gran Tour dell'Isola.

15.07 Lanzarote, i vulcani

Dopo una profonda dormita ed una colazione "internazionale" prendiamo il puntale autobus per la gita di oggi al fine di conoscere meglio questa isola straordinaria.
La nostra guida ci dà qualche dato storico/geografico sull'isola mentre usciamo dal centro abitato e ci immergiamo nell'entroterra che diventa chilometro dopo chilometro sempre più interessante. Scopriamo quindi che Lanzarote è divisa in due placche vulcaniche completamente diverse, dopo l'ultima eruzione seria dei vulcani del sud durante il 18° secolo non sono rimaste sorgenti di acqua dolce quindi gliabitanti del luogo hanno incominciato a costruire dissalatori per l'acqua d'uso domestico e i contadini hanno escogitato un modo piuttosto singolare per creare umidità per le piante (poche) che vedremo applicato durante la nostra visita nell'entroterra.
Entriamo nel parco Nazionale di Timanfaya dove ci attendono i dromedari per una "cavalcata" sulle dune di lava nera e rossa, entriamo così a stretto contatto con la zona vulcanica per eccellenza, con i dromedari sembra proprio di essere dei pionieri alla ricerca di qualche preziosissimo tesoro. Dopo circa una mezz'ora si ritorna con il gruppo sull'autobus percorrendo delle strade ben tenute che ci conducono alle Montanas del Fuego: complessi vulcanici dormienti ma secondo molti ancora attivi. Il paesaggio è vermante senza fiato, ci hanno anche girato delle scene di film tipo "2001 Odissea nello spazio" o "Guerre stellari".



Dopo gli esperimenti geotermici riprendiamo la strada del parco che attraversa le affascinanti valli di lava sedimentata con stratificazioni, pinnacoli ricoperti da licheni, crateri grandi e piccoli oltre che da un sole forte che fa sembrare tutte le rocce ancora in effusione. Dopo quasi un ora di tour ritorniamo sulla strada principale sempre però circondati da appezzamenti di terreno qui e là delimitati da pietra lavica.
Arriviamo sulla costa Sud Ovest nella località El Golfo per ammirare quello che resta della Laguna Verde: un lago, veramente verde grazie a dei micro organismi, salato, contro gli scogli alle spalle di una piccola spiaggia nera: il contrasoto con lo spumeggiare delle onde dell'oceano è veramente ineguagliabile!
Ma siamo solo a metà della nostra gita, dopo pranzo ci si dirige nell'interno dell'Isola per visitare una valle completamente coltivata a viti Malvasia, grazie a dei buchi fatti nella sabbia lavica e circondati da muriccioli crescono viti ma anche alberi da frutto e qualche ortaggio. Veramente unico questo sfruttamento dell'umidità dei venti alisei: senz'acqua l'agricoltura prospera grazie all'ingegno umano.



Proseguiamo per la vecchia capitale Teguise (nome proprio di una principessa indigena, prima dell'avvento dei "colonizzatori") e Harica con la valle delle mille palme. Un colpo d'occhio sulla parte nord a 360° grazie al punto di vista posizionato a più di 600 metri s.l.m. Discendiamo quindi verso nord est al Jameos dell'Agua, grotta lavica decorata dal famoso architetto del posto: César Manrique, con pezzi di relitti trovati in mare e piante lussureggianti. Al suo interno si trova anche un interessante museo dedicato ai vulcani di tutto il pianeta. In questo modo aumenta in me la passione per la vulcanologia.
Sulla via del ritrono percorrima la strada verso est per raggiungre di nuovo Puerto del Carmen dove ci attende ancora una bella camminata per raggiunger la nostra auto che avevamo prestato all'amico Carlo,meitre del ristorante Saporti d'Italia.

16.07 alla scoperta dell'isola

Ore 10: ci alziamo ancora in tempo per fare colazione, il buffet è aperto fino alle 10.30, siamo pur sempre in Spagna con orari molto più allargati di quelli italiani.
Usciti dall'albergo con l'auto ci dirigiamo verso nord cercando di non sbagliare strada in quanto qui ci sono delle rotonde ben curate ed un asfalto perfetto, ma i cartelli lasciano piuttosto a desiderare (avranno speso tutto per acquistare le piante da mettere nelle aiuole). Destinazione costa Teguise, altro centro turistico completamente colonizzato da inglesi, nemmeno nei locali ti parlano in spagnolo!



Prima tappa Playa Cucharas dove ci sono molte famiglie (per la maggior parte anglosassoni) e parecchi wind surfer, grazie al vento forte e costante per loro è un vero paradiso. Qui la sabbia è più chiara, non più lavica come sulla spiaggia vista il primo giono. A causa delle fitte nuvole anche l'oceano è cupo, però un bagno lo merita comunque.
Dopo aver mangiato,ovviamente in un beach bar gestito da inglesi, ci spositamo più a sud a Playa Jabillo: un piccolo golfo, sembra sottovento dove non si contano le scuole di sub. La conformazione di questo arco sabbioso crea quasi una laguna con acque turchesi e con al massimo 2,50 metri di profondità, riparato da rocce nere che non fanno passare le onde sempre più alte al largo.
Non posso fare a meno di pinne, maschera e boccaglio e vado in avanscopera trovando con meraviglia molti pesci nonostante sia una spiaggia molto popolata. L'acqua è un pò fredda però e sono costretta ad uscire dopo aver finito il giro della laguna e aver incontrato anche qualche sub più attrezzato di me.
Ci siamo rifugiati dentro quei piccoli crateri creati con pietra a secco simili ai ripari per le vigne ma il vento e la sabbia fine riescono comunque a penetrare impannandoci come delle bistecche.

17.07 Alla scoperta del sud

Questa mattina, come ormai tutte quelle precedenti, il cielo è piuttosto scuro e le nuvole molto concentrate non fanno penetrare i raggi del sole. Confidiamo nel solito vento che prima o poi farà scappare via i cumuli.
Abbiamo l'appuntamento con Carlo per le 12.30 con il quale visiteremo la Playa Pappagayo. Con l'auto attraversiamo parte delle strade che abbiamo già percorso l'altro giorno con la gita del nostro tour operator ma dopo una rotonda che si affaccia su campi coltivai ci dirigiamo verso sud.



Le strade sono sempre ben tenute e anche quelle più piccole sono in perfetto stato. Arriviamo alla porta del parco nazionale dove per transitare bisogna pagare qualche euro poi con una strada sterrata si arriva al parcheggio della spiaggia più rinnomata dell'Isola.
Ci sono piccole calette con sabbia dorata e qualche scoglio dove, armata di pinne e maschera trovo parecchi pesci e qualche riccio incastrato tra le rocce. Il fondo è sabbioso: mi permette quindi di vedere bene tutta la fauna presente e l'acqua vista da riva ha un bel colore turchese molto intenso. Noto con piacere che ci sono parecchie specie di pesci e mi sembrano di misura superiore rispetto a quelli visti nel Mediterraneo.
Piano piano arriva anche un sole timido che però ci abbronza ugualemente. Il vento ovviamente è sempre presente e non ci lascerà mai, notte e giorno spira violentememnte. Anche per questo sull'isola non crescono alberi ad alto fusto, solo molteplici varietà di piante grasse, palme e arbusti bassi e tozzi.
Torniamo in albergo per cena dove, al solito, troviamo il buffet colmo di pietanze ma dal gusto decisamente poco italiano. Si cerca qualche cosa di mangiabile ma poi andremo dai nostri amci a prendere almeno il dolce.
La serata la trascorriamo in loro compagnia che è veramente esilarante in quanto ogni giorno incontriamo qualche nuovo personaggio. Solo alla fine del nostro viaggio dedicherò un capitolo alle personalità degli abituè che transitano quatidianamente al ristorante Sapori d'Italia.

18.07 Famara e Nord dell'Isola

Oggi si parte presto per conoscere l'entroterra, attraversando strade che solcano pianure aride da Far West raggiungiamo la spiaggia più rinnomata dai surfisti: Famara.
Sabbia appiattita dal forte vento proveniente da Nord. Dune alle spalle della spiaggia che coprono talvolta anche la strada asfaltata, onde non troppo alte ma sufficienti per "volare" con la tavola. Ad una estremità della caletta ci sono anche molte vele del kite.



Colgo l'occasione per imparare qualche rudimento dello sport preferito dai rei Hawaiani, grazie alla giornata dedicata ai bambini del paese non pago nemmeno la mezz'ora di lezione di surf e mi diverto insimene a loro. Alla fine non avendo potuto indossare la muta in quanto tutte quelle disponibili erano già state distribuite, sentivo un pò freddino ed ero anche piuttosto stanca di saltare su e giù dalla tavola però questa attività mi ha intrigato quindi vedrò di sviluppare quanto prima questa passione.
Verso il primo pomeriggio entriamo nel paesino di Caleta Famara dove le stradine secondarie sono tutte insabbiate ma troviamo un piccolo locale dove è possibile mangiare due baguette farcite, mezzo litro di acqua ed un caffè con circa 7 � (sembrano i prezzi di Formentera dello scorso anno! ). Il vento molto teso ci spinge a metterci in marcia per andare a visitare altre zone. Ripercoriamo in parte la strada fatta con la gita di mercoledì per raggiungere il punto più a nord: Mirador del Rio.



Anche qui troviamo la solita costruzione ideata dal celebre architetto Manrique a picco su di una scogliera, si tratta di un punto strategico che se non fosse stato per le nuvole fitte e attaccate alla cima si sarebbe potuto vedere meglio le isole La Graciosa e Alegranza, abbiamo atteso, invano, svariati minuti ma purtroppo il clima non è stato dalla nostra parte - altro buon motivo per ritornare a Lanzarote -
Torniamo quindi verso Matagorta passando dalla parte est, fermandoci a Costa Teguide a visitare l'acquario. Piccolino ma molto interessante con parecchie vasche con pesci appartenenti all'ecosistema canario che tropicali.
Domani sarà l'ultimo giorno ed ho già organizzato di andare a visitare il mercatino tipico a Teguise, paese dell'entroterra tutto bianco e con un sacco di piazzette.

19.07 Teguise, il mercato

Oggi è domenica: c'è mercato!
Ovviamente ho pensato di lasciare gli uomini fuori da questa meta non molto interessante per loro ed in compagnia di una nuova amica conosciuta al "Sapori d'Italia" in auto volgiamo verso questo paese dell'entroterra. Il tempo non è per niente bello però il caldo si sente e la presenza delle nuvole ci agevola la visita delle tante bancarelle disposte per le vie della vecchia capitale.



Questo mercato settimanale è molto frequentato dai turisti dove possono trovare poco di tipico a livello di prodotti offerti però ogni tanto si vedono delle bancarelle con qualche artigiano locale con braccialettini o borsette fatte al momento oltre che vestiti e svariati souvenirs che temo siano "Made in China".
Il paesino però è carino ed animato da tanta gente curiosa intenta a trovare l'affare inaspettato o il prodotto nuovo nuovo. Camminando per le piazzette e i vicoli incontriamo le tipiche case bianche basse con al massimo un piano in più del livello strada, strade ben asfaltate e una piazza grande dove in cima finalmente ci sono, quasi messe in disparte rispetto al mercato principale, pochi banchi con ortaggi e frutta coltivata sull'isola, pesce e dolcetti particolari. Secondo me dovrebbero sviluppare di più questo tipo di commercio piuttosto che i soliti prodotti cliché.
Finito il nostro tour di shopping ritorinamo a Puerto del Carmen dove ci aspetta una bella grigliata in compagnia di tutti gli amici italiani conosciuti in questa settimana Canaria. I ragazzi sono andati a fare la spesa ma abbiamo mangiato bene grazie allo Chef Alessandro che ha provveduto alla cucina.
Dopo pranzo sotto il sole che finalmente ha fatto capolino, si và tutti insieme in spiaggia, in fondo è domenica anche per loro che lavorano tutta la settimana: una giornata di svago ci vuole . Bagni e divertimento ci attendo per l'ultima giornata a Lanzarote che ci rimarrà nel cuore e nella mente con le sue bellezze inaspettate, i colori intensi ed i profumi africani.

Grazie a tutti per la compagnia e le nuove esperienze.

Autore recensione: Kakomi
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