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Budapest, Dicembre 2008

 
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Buffalo_666
Cumenda
Cumenda


Registrato: 12/04/03 13:44
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Residenza: Trovata !!!!!!!!!!!!!!!!!!

MessaggioInviato: Gio Lug 30, 2009 6:01 pm    Oggetto: Budapest, Dicembre 2008 Rispondi Citando

19-22/12/2008


19/12
Caro diario, quest'anno la facciamo rotonda e ci concediamo una fuga romantica sotto Natale con la scusa del regalo di compleanno del Paolo. E tra Praga e Budapest la spunta quest'ultima perchè decisamente più economica come volo: 105 euro in 2. Certo gli orari sono abbastanza disumani, ma chiniamo la testa e via, basta andarsene in vacanza per qualche giorno!
Partiamo dunque da Bergamo alle 8, dopo esserci alzati alle 5. Tutto va comunque liscio, a parte il fatto che non ci fanno caricare il treppiedi della macchina fotografica come bagaglio a mano, e decidiamo quindi di lasciarlo in macchina: ne sentiremo la mancanza!
Sul volo Wizzair ci troviamo abbastanza bene, anche se tra italiani e ungheresi gli spaccamaroni non mancano! In 2 ore circa siamo a Budapest, cambiamo 250 euro in fiorini, compriamo la Budapest card e con un bus e poi la metro arriviamo senza troppi problemi al nostro "Fortuna Hotel". Qui ci consegnano subito le chiavi della camera così, lasciati giù i bagagli, possiamo partire alla scoperta della città.
Ci dirigiamo subito verso Buda, e precisamente verso la collina di castello, facendo prima sosta pranzo in un Mc Donald's insolitamente lussuoso. Naturalmente piove, e nonostante siamo ben intabarrati il vento freddo che ci sferza ci fa rabbrividire più di una volta. Il panorama dal ponte delle catene è comunque bellissimo, e con un po' di fiatone arriviamo in cima alla collina, dalla quale godiamo una vista altrettanto bella. Ha cominciato a mulinare qualche fiocco di neve, così dopo un po' di giri e di foto ci infiliamo nel palazzo reale e visitiamo il museo: più delle pale d'altare medievali e del soffitto ligneo cinquecentesco citati nella nostra guida ci piacciono molti quadri di artisti ungheresi mai sentiti, mentre sulla sezione di arte moderna stendiamo il classico velo... sarà che noi non capiamo proprio niente d'arte!
Proseguiamo la visita alla volta del bastione dei pescatori (splendida vista su Pest) e della chiesa di Mattia, dove l'orchestra sinfonica ungherese sta facendo le prove per un concerto, creando un'atmosfera molto suggestiva: ci fermiamo ad ascoltare per un po' e ci riavventuriamo poi al freddo e al gelo. Si è fatto buio, ma cerchiamo lo stesso di arrivare senza fare troppa fatica sulla collina Gellèrt e alla cittadella. Con qualche cambio su svariati mezzi pubblici (che troviamo davvero comodi, funzionali e pure puntuali) ce la facciamo, peccato che con il buio andare nel parco in cerca degli stabilimenti termali sia improponibile, per cui ci limitiamo a inerpicarci fino al monumento all'indipendenza e poi scendiamo.
Cerchiamo un posto per cenare e la scelta cade sul Szent Jupàt, nel quartiere Vizivaros: ci vuole molta pazienza e un pizzico di fortuna prima che riusciamo a sederci (il locale è pieno e i camerieri sono un po’ disorganizzati), ma alla fine ci fanno accomodare a un grande tavolo con altre 2 persone e ci gustiamo una cena che fatichiamo a terminare: Gulasch (uno in 2) e 2 wiener schnietzel ENORMI! Buonissimo e pure economico. A questo punto però ci si chiudono gli occhietti e puntiamo dritti all’albergo.

20/12
Oggi ci dedichiamo alla visita di Pest: la notte è trascorsa bene, in un sonno di piombo, e la colazione è passabile, a parte il succo di frutta sintetico e pure annacquato! Partiamo quindi alla scoperta della città interna, e tra un palazzo e un portico in stile parigino ci troviamo quasi "per caso" nella piazza dei mercatini natalizi! L'assortimento è vario, e i banchetti quasi tutti carinissimi, anche se non proprio a buon mercato. Siamo molto incuriositi dal cibo in vendita, decisamente invitante: per esempio ci sono padellone enormi di verdura, frittellone, salsiccione, pizza ungherese (salsiccia, cipolla e panna acida: una coda infinita!) e poi degli strani coni di pasta sfoglia cucinati al momento... prima o poi li proviamo! Dopo un giro completo puntiamo sul viale Andressey, seguendo i consigli della Lonely Planet. Per inciso, i mezzi pubblici a Budapest si rivelano una vera meraviglia: puntuali, affidabili e pure puliti! E ti portano dappertutto! Sul viale mi perdo un teatro che a sentire la guida è addirittura sensazionale. Entriamo invece nella casa del terrore, dove i nazisti prima, e i socialisti poi, hanno imprigionato e torturato centinaia di dissidenti. In primo luogo io ero convinta di entrare gratis, invece abbiamo solo lo sconto del 20%. In secondo luogo è tutto in ungherese, con pochissime traduzioni in inglese, per cui sarebbe stato molto interessante se fossimo riusciti a capire qualcosa in più.
A questo punto è ora di pranzo, e torniamo a farci pelare ai mercatini: passi il prezzo esagerato della salsicciona, ma quando chiediamo 2 cioccolate per avere la tazza ricordo ce le danno nei bicchieri di plastica! E fanno anche cagare...
Scornati torniamo a fare il percorso consigliato dalla guida sul viale, dopo essere passati a prenotare un tavolo al "Fatàl"; arriviamo al parco municipale e si rimette a piovere! E con il sempre presente vento freddo si gela! Giriamo comunque per i viali, osservando il monumento agli eroi e vari palazzi, musei, circhi, zoo. Tutto con aria tristemente chiusa. A questo punto torniamo per l'ennesima volta ai mercatini per entrare da Gerbaud, lezioso caffè sullo stile di quelli viennesi, dove ci concediamo un caffè con panna e cacao e una cioccolata con panna. Rifocillati, decidiamo di fare arrivare l'ora di cena esplorando il centro commerciale "Mammut": è molto lussuoso e molto ben fornito. Siamo tentati dai microcavalletti portatili ma alla fine li lasciamo dove sono, e con un lungo giro in tram e a piedi giungiamo al ristorante prescelto: l'ambiente è molto carino, il menu sembra un po' scarno, e il cameriere frettoloso fa innervosire il Paolo, che sceglie senza essere convinto. Risultato: io sono soddisfatta della cena, lui avrebbe preferito mangiare qualcosaltro.
Riflessioni scaturite nel corso della serata:
· noi italiani siamo proprio una vergogna, andiamo in vacanza ovunque e non spiccichiamo una parola d inglese! Gli ungheresi sono avanti 10 anni rispetto a noi.
· In Ungheria è difficilissimo pagare il conto: forse c'è qualche codice di comportamento che ci sfugge.
Comunque a panza piena si fa ritorno in albergo e ben presto si ronfa.

21/12
Stamattina ci dirigiamo a nord di Budapest, alla ricerca dei resti romani dell'antica Aquincum, capitale della Pannonia. Quando arriviamo sul posto restiamo un po' delusi: l'anfiteatro civile è diventato un luogo di ritrovo per alcolisti, a giudicare dal numero di lattine abbandonate tra l'erba dell'arena centrale; i resti della città restano chiusi durante l'inverno, così li vediamo solo dall'esterno; il museo non è male, anche se piccino e un po' confusionario, ma il tanto magnificato anfiteatro militare (che dovrebbe essere più grosso del Colosseo... ma ce l'hanno presente?) è utilizzato solo dai graffitari e dai proprietari di cani (infatti io naturalmente pesto una cacca!): che peccato!
Esauriti i resti romani torniamo a Pest per mangiare qualcosa (puntiamo sul sicuro scegliendo 1 Burger King, anche se qua non hanno l'XXL!) e per fare ai mercatini gli acquisti decisi ieri: decorazione per l'albero per le 2 mamme, regalini per gli amici e tazza ricordo con vin brulè, e naturalmente il mega cono arrostito alla brace con tanto di noccioline! Inizialmente avremmo voluto andare alle terme, ma il tempo stringe (chiudono alle 17) e i fiorini scarseggiano, x cui rimandiamo la cosa al prossimo giretto in Ungheria, e cambiamo programma: andiamo a cercare il teatro perso ieri (il Teatro Nuovo, che si rivela davvero sensazionale ma per la sua bruttezza!) e ci spostiamo poi allo zoo: scelta veramente azzeccata perchè è enorme e pieno di animali bellissimi e, almeno in apparenza, in buone condizioni di benessere; siamo così presi che non riusciamo a vedere tutto perchè l'orario di chiusura arriva troppo presto! Altro motivo per tornare da queste parti.
Per fare arrivare l'ora di cena (che visto l'orario di sveglia previsto sarà decisamente anticipata) seguiamo l'itinerario proposto dalla guida attraverso l'ex ghetto ebraico, del quale l'unica cosa davvero notevole è la grande sinagoga. A questo punto continuiamo il cammino verso il ristorante scelto, visto che camminare per le vie di Budapest è proprio una della cose più piacevoli di questi giorni. Purtroppo però quando arriviamo, dopo pure un giro a vuoto perchè sbagliamo via, il ristorante è chiuso! Paolo comincia a rischiare il blocco renale perchè è da stamattina che non fa pipì, e io inizio a patire il freddo. Alla fine scegliamo un altro locale dove si arriva coi mezzi, e la scelta si rivela anche azzeccata: ricchi piatti di carne per entrambi e pure il dolce: palascinta alle fragole e panna e una coppa con pan di spagna, cioccolato, crema e panna!
Torniamo infine all'hotel Fortuna, dove saldiamo il conto (per un errore del programma dell'hotel stavamo pagando solo 2 notti invece di 3, ma l'addetto se n'è accorto e abbiamo pure dovuto pagare la differenza in euro cash!) e, preparati i bagagli, ci immergiamo in letargo forzato per non essere troppo zombie al momento della sveglia alle 3!!!
Tutto fila liscio, il taxista (soggetto inquietante, ma che sa dove portarci a dispetto di quanto c'è scritto sulla nostra carta d'imbarco) ci preleva all'ora stabilita e ci deposita al posto giusto. Litighiamo invece con l'addetta al check-in che ci obbliga a caricare le trolley in stiva quando a Bergamo nessuno ci aveva fatto problemi, e oltre tutto nell'altra fila è pieno di passeggeri carichi di bagagli a mano a cui nessuno fa storie! Per di più avremmo pure dovuto pagare, ma essendoci uno sciopero in aeroporto ci graziano, meno male perchè Paolo stava per saltarle alla gola!
Volo in orario e dopo una colazione a base di panini rubati al buffet dell'albergo crolliamo perfino di nuovo nel sonno fino all’arrivo in Italia.



Liberamente tratto dal diario di Giu e Pao
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