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Entroterra Marche, Maggio 2008

 
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Buffalo_666
Cumenda
Cumenda


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Residenza: Trovata !!!!!!!!!!!!!!!!!!

MessaggioInviato: Ven Mag 16, 2008 9:34 pm    Oggetto: Entroterra Marche, Maggio 2008 Rispondi Citando

Se volete i dettagli dei luoghi visitati scrivetemi e vi mando una copia del testo completo !

Martedì 06 Maggio 2008

Partenza: Verbania

Imbocchiamo l’autostrada A26 per Milano e continuiamo su varie autostrade in direzione Rimini / Ancona fino all’uscita PESARO URBINO. Paghiamo il pedaggio, l’ennesimo, per seguire la direzione PESARO RIMINI --> destra sulla SP423 e seguiamo le indicazioni per arrivare in Pesaro e imboccare la SS16 --> Fano. Purtroppo abbiamo la sfortuna di trovare un trasporto eccezionale davanti a noi che ci fa procedere a 30 Km/h per chilometri e chilometri e ci fa perdere tantissimo tempo – che tra l’altro abbiamo già perso in autostrada per altri due trasporti eccezionali… Proseguiamo sulla stessa strada senza mai lasciarla, praticamente un rettilineo fino alle porte di Ancona dove giriamo all’improvviso a destra verso Agugliano, che attraversiamo --> sinistra per Polverigi --> San Paterniano --> Osimo --> Castelfidardo e cerchiamo a fatica la località Crocette, frazione su una discesa di Castelfidardo. Alla fine della discesa c’è una rotonda con dritto davanti a noi una stazione Q8. Giriamo a sinistra e un centinaio di metri dopo arriviamo alla nostra prima tappa per la serata.

LA LOCANDA DEL MUSONE - B&B CONERO (BB)
Castelfidardo (AN) Frazione ACQUAVIVA
Tel. 339 1796284 Prezzo 55 la doppia con colazione

La vista dalla camera è su Loreto. La camera in sé non è male anche se il bagno è piccolo.
Ci riposiamo un attimo e ci dirigiamo poi a Loreto a visitare velocemente la chiesa con la Santa Sede o Sacra Casa. Ai piedi di Loreto, sulla destra c’è un ristorante, Euthymia, veramente buono e a buon prezzo. I nostri locatori ce lo hanno consigliato e ci fidiamo. Facciamo bene !
Torniamo stravolte in camera e ci facciamo una bella dormita. Domani parte l’itinerario vero e proprio.


KM: 590
Ore in auto: 8.30


Mercoledì 07 Maggio 2008


Sveglia alle 7.30. La colazione a primo avviso sembra eccezionale ma scopriamo al primo boccone… che non è proprio tale! Il beccuccio del succo di frutta di marca è invaso dalla muffa, i biscotti – scelta vastissima, di tutti i tipi – sono molli e sanno di vecchio, la brioche è dura… insomma, mettiamo in corpo un caffè da macchinetta e saliamo in macchina.

Raggiungiamo in un attimo le porte di Castelfidardo e lasciamo la macchina al parcheggio del supermercato (mi sembra di ricordare fosse il GS) per raggiungere a piedi il Monumento Nazionale, che commemora il cinquantenario della battaglia del Settembre 1860.



Riprendiamo la macchina per lasciarla poi in un parcheggio con disco orario di un’ora. Entriamo nel borgo attraversando la Porta Vittoria e iniziamo la sua visita.

Torniamo alla macchina e ci spostiamo ora a Osimo. Parcheggiamo ai suoi piedi, in un posteggio a pagamento (1.20 € per un’ora e mezza). Purtroppo molte chiese sono in fase di restauro e non ci resta che girare il paese col naso all’insù per vedere le chiese dall’esterno!

Tra le cose viste e non viste segnalo il Duomo romanico dedicato a S. Leopardo, primo vescovo della città (V sec.). Siamo fortunate, è aperto ma ancora per poco. Facciamo una scappata dentro e ne usciamo soddisfatte. È una bella chiesa e la cripta merita veramente.

Finiamo il giro, diamo un ultimo sguardo al panorama per dirigerci poi a Filottrano. Uscite da Osimo proseguiamo per Padiglione ma prima di raggiungere il paese svoltiamo a destra e arrivate a Casenuove, passiamo il paese e subito dopo il ponticello giriamo a sinistra in una strada di campagna che ci porta a Montepolesco e poi a Filottrano. Purtroppo giungiamo in questo borgo all’ora di pranzo e quindi tutte le chiese sono chiuse. Ci accontentiamo di un giro nelle sue anguste stradine prima di tornare alla macchina. Proseguiamo lungo la solita strada passando vicino a Centofinestre, San Biagio, Montefiore e raggiungiamo Recanati.

Facciamo un giro del borgo partendo dalla casa natale di Leopardi e concludiamo il giro davanti alla sua statua per poi tornare alla macchina.

Usciamo dal paese in direzione Potenza Picena per attraversare la 571 e raggiungere dall’altro lato l’abbazia di San Firmano. Giungiamo a destinazione per vedere che è chiusa e non si capisce dove sia l’ingresso. Non vi è un cartello o altro a far capire che quella è l’abbazia, se non fosse che il paese si chiama come lei !! Scopro poi ora che sto scrivendo e facendo visita su Internet di alcuni siti che è aperta solo su prenotazione. Dannazione…

All’incrocio per Montelupone proseguiamo a destra e poi sbuchiamo a Sambucheto, Montecassiano e tornate sulla strada 571 troviamo finalmente un albergo (dopo averne trovati di chiusi, di pieni ed addirittura uno che era andato a fuoco la settimana prima), Recina Hotel, a 92€ per matrimoniale con colazione. Le camere sono belle, se non fosse per la macchia di muffa in bagno (camera 403). Il ristorante dell’albergo è molto buono e la colazione pure.


KM: 147
Ore in auto: 4.40


Giovedì 08 Maggio 2008



Solita sveglia alle 7.30 e colazione in albergo alle 8.00. Partiamo in direzione Appignano fermandoci prima al convento di Forano dek 1473, che scopriamo essere in restauro. Da fuori in ogni caso è veramente bello.



Passiamo Appignano e giriamo a sinistra per Chiesanuova e poi sempre dritto verso Tréja. In vista del paese, sulla destra una strada ci porta al Santuario del Crocifisso. Già da lontano si nota la sua imponenza, aggraziata dalla presenza di centinaia di papaveri rossi in fiore davanti ad esso. Poi si apre la porta e ci si domanda cosa c’entri l’interno moderno con la struttura esterna. Chiudiamo la porta e torniamo in macchina per girare ai piedi di Tréja, e appena prima di sbucare sulla strada principale, la 361, ci troviamo costrette ad inchiodare e rischiare che la persona dietro ci tamponi perché un pavone ha ben pensato di corteggiare la sua bella in mezzo alla strada, dietro una curva! La sua ruota ha un’ampiezza pazzesca! Aspettiamo che finisca lo spettacolo per raggiungere la strada principale e svoltare a destra senza fermarci fino a San Severino Marche. Parcheggiamo vicino alla piazza principale, Piazza del Popolo, con disco orario di un’ora ma ci va bene perché sono appena passate le 11 e l’obbligo di disco orario finisce alle 12, quindi abbiamo tutto il tempo di girare il borgo con calma. La piazza principale è molto bella.

Ripercorriamo la strada in discesa e svoltiamo a sinistra in direzione Castelraimondo. Essendo ora di pranzo non c’è niente aperto e facciamo solo un salto al centro per sgranchirci le gambe. Purtroppo stanno mettendo a posto tubature e la pavimentazione è sottosopra. Torniamo alla macchina e proseguiamo sempre sulla 361 fino a Pioraco. Usciti dal paese ci perdiamo in quanto sulla cartina in mio possesso ho un paese indicato come Massa mentre invece il primo centro dopo Pioraco è Fiumana. Appena vediamo le prime case giriamo a Destra per Palazzo. Arrivate ad Esino giriamo a destra per visitare con tutta calma Matelica, bel borgo.

Usciamo dal paese e raggiungiamo Braccano che scopriamo per caso, grazie ad una brochure trovata a Matelica, che è un paese in cui alcune case riportano dei murales. Per caso incontriamo la donna che aveva organizzato il tutto anni fa. Mi ferma per sapere se faccio parte di un’accademia delle arti perché sta cercando qualche istituto che restauri i murales. Alcuni sono belli e ben conservati, altri portano i segni del tempo.



Dal paese prendiamo la strada sulla sinistra, che sale, non quella a destra in discesa che entra in paese. Da qui teniamo d’ora in poi la destra per evitare Monte San Vicino e puntare per Castel San Pietro che passiamo poi lungo la strada. Prima di arrivare a Castel San Pietro sulla destra scorgiamo Elcito. Siamo in ritardo sulla tabella di marcia e dobbiamo cercare un alloggio per cui non ci fermiamo ma il paese è impressionante per la sua posizione arroccata sulla montagna, posta a dominare le circostanti vallate.

Puntiamo a Fornaci, Moscosi e poi finalmente Cingoli. Ai piedi di Cingoli troviamo in disperazione un ristorante pizzeria albergo La Pineta. La camera lascia a desiderare (soprattutto il bagno) e il prezzo è di 50 € solo pernottamento. Fortuna che invece il ristorante è tenuto bene e si mangia pure bene!


KM: 159.5
Ore in auto: 5.00


Venerdì 09 Maggio 2008


Solito ora di sveglia. Con la macchina raggiungiamo l’esterno delle mura di Cingoli e parcheggiamo gratis sul lato della strada. Bellissimo borgo da assaporare di primo mattino. Ne vale veramente la pena percorrere i suoi viottoli.

Saliamo in macchina e seguiamo le direzioni per il cimitero, dove sappiamo esserci la chiesa di Sant'Esuperanzio (essendo giunte qui per caso ieri sera alla ricerca di un albergo). Si tratta del più importante monumento religioso di Cingoli, le sue prime notizie risalgono al 1139.

Proseguiamo in auto verso Apiro e passato il borgo giriamo a destra verso Cupramontana. Prima di arrivare alla città prendiamo la piccola salita che porta alla Badia del Beato Angelo. Inizialmente è chiusa ma poi un portone si apre e scorgiamo un paio di persone a cui chiediamo se è possibile entrare. Ci accoglie un chiostro delizioso e fiorito. Un signore molto gentile ci fa poi da guida nella chiesa completamente rinnovata con intonaco blu elettrico dopo i danni subiti col terremoto del 2005 (se non ricordo male la data). La chiesa avrebbe riaperto proprio il giorno dopo, giorno in cui i fedeli avrebbero riportato il Santo Angelo. Peccato che l’interno sia così nuovo e l’odore di vernice ancora fresca rovina l’atmosfera che ci siamo portate dietro nell’attraversare il chiostro in sassi.

Da qui torniamo indietro sulla strada che stavamo percorrendo per girare poi a sinistra per Staffolo. Per la sua posizione con un panorama a 360° che va dalla valle del fiume Esino a quella del Musone, è denominata balcone della Vallesina. Tanto per cambiare la Chiesa di San Francesco, che ospita un organo di manifattura di Callido, è chiusa. Facciamo un veloce giro del paese, acquistiamo il nostro pranzo a base di trancio di pizza, troviamo i bagni nei giardini pubblici e saltiamo in macchina pronte per affrontare un altro tratto di strada. Passiamo Pianello, Moie, Montecarotto. Scendiamo dalla macchina per sgranchirci le gambe ma scappiamo quasi subito perché non c’è molto da vedere. Soprattutto non vedete i bagni che sono una cosa indescrivibile!! Proseguiamo non in direzione di Serra de’ Conti ma verso Mergo, Il Trivio, Serra San Quirico (impressionante per la sua bellezza dall’esterno, ma non ci fermiamo per paura di perdere troppo tempo) e da qui ci affidiamo alla segnaletica per giungere alle grotte di Frasassi.

Stiamo per deciderci a fare i biglietti per la visita quando ci precede una maestra che stava accompagnando ben tre classi di una scuola media. Abbacchiate al pensiero di chiuderci nelle grotte con un gruppo di mocciosi casinisti, torniamo alla macchina e cominciamo a percorre la vallata e apprezzare il silenzio della Natura e le meravigliose gole. Ad un certo punto, sulla destra c’è uno spiazzo con due o tre rubinetti da cui la gente preleva l’acqua un po’ come dalla nostra Fonte Carlina della Cannobina. Lasciata qui la macchina ci incamminiamo verso l’Eremo Santuario di Santa Maria infra Saxa e il Tempietto del Valadier. Dopo circa 20 minuti di salita raggiungiamo la meta.



Le grotte nei loro pressi sono un nido di ripopolamento per pipistrelli. Ci avventuriamo di pochi passi nelle grotte per vedere se ne vediamo ma è troppo buio e non abbiamo con noi alcuna fonte di luce se non il flash della macchina fotografica, ma per non disturbare i pipistrelli torniamo alla luce!

Proseguiamo per Genga, Arcevia, Montefortino, Ripalta, Barbara, Ostra Vetere. Prima di entrare in Ostra Vetere, sulla destra c’è una strada, Via Gambacane, dove troviamo il B&B Gaia che ci ospita per questa notte a 60 €. La camera è molto carina, bagno spazioso, piscina immersa nel verde ma che non abbiamo usato perché era già tardoccio… Andiamo poi a Barbara a mangiare al Ristorante Il Castellano. Mangiamo bene ma non vale il prezzo. Peccato perché il servizio è buono e sono simpatici.


KM: 155
Ore in auto: 4.37


Sabato 10 Maggio 2008


Colazione alle 8 nella vicina dependance. Buona.

Visita di Ostra Vetere, borgo incantevole e tranquillo che giriamo più che volentieri.

Usciamo quindi dal borgo per raggiungere Corinaldo, città natale di Maria Goretti. Il borgo ha il suo simbolo nelle imponenti mura rimaste praticamente intatte dal Quattrocento.

Ripresa la macchina che abbiamo lasciato fuori dalle mura, sulla salita, proseguiamo dritti e giriamo poche centinaia di metri dopo a destra per visitare la casa natale di Maria Goretti. Stranamente è aperta, conservata benissimo con ancora i mobili a ricordare l’ambiente in cui viveva Maria, non ci sono custodi ma si capisce che qui la gente, per fortuna, porta ancora rispetto e non ci sono tracce di vandalismi o trascuratezza.

Da Corinaldo ci portiamo a San Michele, Mondavio, Oricano di Pesaro, Montemaggiore al Metauro, Calcinelli, Saltara, Cartoceto. Proseguendo sulla strada senza entrare in paese ci si imbatte nell’ottocentesca collegiata di S. Maria della Misericordia che custodisce una venerata ’Madonna con il Bambino e Angeli’ del secolo XIV. Proseguendo per la tortuosa strada in salita giungiamo all’eremo delle Beate Sante che, provate ad indovinare? Visto che è ora di pranzo, è chiuso. Facciamo comunque un giro all’interno dei giardini per vedere la struttura esterna che è molto bella. Optiamo per fermarci presso il parcheggio per consumare il nostro misero pranzo al sacco (non si può fare picnic nei giardini del monastero e poi si scopre che sul retro c’è un bar…).

Proseguiamo per Mombaroccio, Monteciccardo, Montegaudio, Petriano e qui ci perdiamo. Cerchiamo di raggiungere Colbordolo per dirigerci verso Coldazzo ma perdiamo completamente la strada e ci ritroviamo così sulla 423 verso Urbino! Beh, ormai siamo qui e proseguiamo fino ai piedi di Urbino per poi seguire le indicazioni di Schieti, Ca’ Gallo, Casinina, Sassocorvaro, Mercatale, Macerata Feltria, Mercato Vecchio. Qui giriamo a sinistra per Carpegna e poi ancora a sinistra verso Frontino e troviamo finalmente un posto per dormire! Subito dopo la bellissima Pieve di Carpenga, sulla sinistra c’è un B&B di cui non ricordo il nome, visto che non mi hanno neanche fatto la fattura! In ogni caso alla sera andiamo oltre Carpegna, a Passo Cantoniera a mangiare al ristorante Il Mandriano. Spettacolare! Tra le varie portate che prendo, scelgo un antipasto da 2€ di prosciutto di Carpegna pensando me ne arrivino 2 fettine, visto che il posto è famoso proprio per il suo prosciutto crudo! Un piatto intero rivestito da una ventina di sottili e squisite fettine di prosciutto crudo. Ops, scusate mi sono fatta prendere dal ricordo di quel piatto! Forse è meglio se torno al B&B a dormire…


KM: 176.4
Ore in auto: 4.53


Domenica 11 Maggio 2008


Colazione a Carpegna nel bar Il Pinguino dove prendiamo un cappuccino e una brioche che è la fine del mondo. Talmente buona che ne acquistiamo altre due per il dopo pranzo.

Arriviamo a San Leo. Stupenda, sublime, antica, pulita. Insomma, dovete andarci! Le chiese conservano quel misticismo che solo questo tipo di costruzioni antiche possono trasmettere. Cosa che le chiese moderne, ma anche quelle barocche, rococò, non sanno assolutamente trasmettere con il loro sfarzo e le loro fogliolone di marmo…

Torniamo dalla strada di ingresso di San Leo e seguiamo l’indicazione per la chiesa di Sant’Igne che però non troviamo perché arriviamo in fondo alla strada senza averne vista traccia! Nessuna indicazione, una volta svoltati a sinistra di San Leo.
Arrivate sulla strada principale, la 258, giriamo a sinistra e proseguiamo per Novafeltria e in paese giriamo a destra per Sant’Agata Feltria, San Donato, Sarsina, e proseguiamo sempre sullo stradone 71 fino a Bagno di Romagna passando prima per San Piero in Bagno. A Bagno di Romagna seguiamo le indicazioni per il Passo Mandrioli.

Qui ad un certo punto, poco dopo il Passo, dovremmo svoltare a destra ma manchiamo la strada e ci perdiamo per l’ennesima volta. Proseguiamo fino all’Eremo di Camaldoli per raggiungere poi Pratovecchio. Quando arriviamo quasi in fondo alla discesa, alle prime case del paese e prima di attraversare il ponte svoltiamo a destra e poi ancora a destra per Stia e per il Passo della Calla per cercare di riprendere la strada che volevamo fare inizialmente. Attraversiamo il passo e arriviamo a Corniolo. Qui andiamo a sinistra, non verso Santa Sofia come facciamo per sbaglio e per quasi 8 chilometri prima di capire di essere nella direzione sbagliata! Andiamo verso Premilcuore ma puntiamo poi per Castel dell’Alpe. Sulla cartina è segnata come strada bianca e mi aspetto una strada sterrata tipo Toscana, di quelle che passi con la macchina e qualsiasi colore essa sia, alla fine della strada sarà effettivamente bianca. Beh, non è proprio così che si presenta la strada. Buche, sassi, buche, sassi… sembra una mulattiera larga. Un sentiero di montagna per automobili… Resistiamo alla tentazione di tornare indietro e soprattutto sono io che insisto nel divertirmi un po’ su questa strada anche la mia Punto penso non sia molto d’accordo ma ne esce poi vittoriosa dopo 10 chilometri (e non dico quanto tempo per farli…). Sbucate poi sulla strada grossa, la 67, giriamo a destra per il Passo del Muraglione. Se faccio un altro Passo sclero… Raggiungiamo San Benedetto in Alpe e decidiamo di tirare dritto verso Forlì. Ci fermiamo poi a Castrocaro Terme nell’Hotel Ariston, 64€ la doppia con colazione abbondante e buona.
Ceniamo poi a La Postierla dove si mangia veramente bene e si spende il giusto.


KM: 258.2
Ore in auto: 7.11


Lunedì 12 Maggio 2008

Solita sveglia. Colazione. Ci portiamo poi a Predappio dopo aver saputo, scusate la nostra ignoranza storica, che il Duce è sepolto qui con la sua famiglia. Troviamo il cimitero e entrando ci portiamo dritto davanti a noi fino ad una chiesetta. Sulla destra vi è l’ingresso alla cripta. Interessante ed emozionante la visita al Capo d’Italia. Belle le dediche nell’apposito libro. Bello tutto. Usciamo a sinistra e andiamo in paese dove mi dice un signore che al negozio di souvenir del Duce danno via gratis un poster del Duce. Fatto tappa !!!!!! e mi porto a casa il bel ricordo.
Da qui è un’avventura il rientro. Non lo descrivo perché non saprei neanche ripercorrere la miriade di strade per evitare l’autostrada fino a Parma e tornare a Verbania.

KM: 507.7
Ore in auto: 8.28

Bella vacanza, bei posti, tanta tranquillità… da ripetere !!! Buon viaggio a tutti !!!!!!!!!!!!
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